A settembre la fiducia dei consumatori risale a 96,8 mentre quella delle imprese segna 93,7: leggere luci e ombre nel quadro congiunturale
- piscitellidaniel
- 26 set
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I dati raccolti da Istat per il mese di settembre mostrano un lieve miglioramento del clima di fiducia tra le famiglie e una stabilità fragile tra le imprese. L’indice del clima di fiducia dei consumatori passa da 96,2 a 96,8, recuperando parte della flessione del mese precedente. Sul versante delle imprese, l’indicatore composito sale marginalmente da 93,6 a 93,7, confermando un quadro di sostanziale stasi con leggere oscillazioni nei diversi settori.
Dietro questi numeri ci sono tendenze divergenti tra i comparti: nella manifattura l’indice resta invariato a 87,3 — segno che le incertezze sui mercati e il quadro esterno continuano a comprimere le aspettative — mentre nei servizi di mercato si registra un progresso sensibile grazie a stimoli legati a ordini e prospettive commerciali più positive. Anche le costruzioni mostrano un miglioramento nei giudizi sugli ordini, sebbene le attese occupazionali risultino lievemente più deboli. Nel commercio al dettaglio emerge un andamento misto: i giudizi sulle vendite peggiorano e le scorte aumentano, ma le attese sulle vendite risultano in crescita — un segnale che il mercato potrebbe attendersi un risveglio delle vendite nei mesi a venire.
Tra le famiglie si rileva una dinamica più omogenea. Le opinioni sulla situazione economica generale migliorano, così come le valutazioni dell’opportunità di acquisto di beni durevoli. Il clima corrente sale a 99,9, quello futuro si porta da 92,2 a 92,6, mentre il clima economico complessivo passa da 97,0 a 98,8. Il clima personale rimane pressoché stabile (da 95,9 a 96,0), suggerendo che molti cittadini continuano a percepire fragilità nell’orizzonte del loro benessere quotidiano.
Il recupero della fiducia dei consumatori appare in parte guidato dalla ripresa delle attese sulla situazione economica generale e dalle dichiarazioni favorevoli sulle prospettive dei beni durevoli. Tuttavia persiste cautela nelle previsioni sul fronte occupazione, un tema che appare sempre cruciale per consolidare il recupero del sentiment economico.
Per le imprese, i segnali positivi nei servizi — soprattutto legati agli ordini futuri — costituiscono un punto di forza rispetto alle debolezze che permangono industrialmente, dove la domanda interna ed esterna resta incerta e pesa sulle politiche di investimento. Le imprese continuano a navigare in un contesto di costi elevati, pressioni sui margini e volatilità globale, elementi che limitano la capacità di spingere su nuovi progetti anche quando le prospettive migliorano.
Questo scenario di fiducia contrastata — in recupero fra i consumatori, ma con impronte differenziate tra settori produttivi — impone una lettura cauta. Da un lato, il miglioramento tra le famiglie può offrire un impulso al consumo nei prossimi mesi, se confermato da dati concreti. Dall’altro, la debolezza strutturale del manifatturiero e l’incertezza che grava sul commercio suggeriscono che il tessuto delle imprese resta esposto e in attesa di segnali robusti per investire e crescere.

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