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Immobili non residenziali, il mercato ritrova profondità

Negozi, uffici e produttivo consolidano gli scambi: il leasing torna leva selettiva per Pmi e investitori


Il comparto degli immobili non residenziali conferma una fase di maggiore liquidità, con oltre 77mila scambi nei segmenti uffici, negozi e produttivo e un valore complessivo stimato superiore a 20 miliardi di euro. Il dato segnala un mercato meno dipendente dalla sola componente abitativa e più esposto alla qualità degli asset, alla localizzazione e alla capacità dell’immobile di generare reddito stabile.


Il segmento dei negozi resta il principale motore degli scambi, con più di 46mila unità trasferite e un valore vicino a 8,5 miliardi. La crescita delle compravendite, pari al 7%, intercetta la domanda di spazi commerciali più flessibili, ma impone una verifica attenta della destinazione catastale, della conformità urbanistica e della sostenibilità dei canoni. Le categorie C/1 e C/3 continuano a rappresentare uno stock rilevante, ma la loro valorizzazione dipende sempre più dalla posizione e dalla capacità di adattamento a nuove funzioni.


Gli uffici mostrano una dinamica positiva, con 14.119 unità scambiate e un valore stimato di 3,7 miliardi. La ripresa riguarda soprattutto il Nord, dove si concentra oltre la metà dello stock nazionale. Il dato rafforza il ruolo degli immobili A/10 come asset selettivi: non basta più la semplice disponibilità di superficie, perché il mercato premia efficienza energetica, accessibilità, qualità impiantistica e possibilità di riconfigurazione degli spazi.


Rilevante anche il ritorno del leasing immobiliare non residenziale, con 2.513 contratti e un valore superiore a 3,2 miliardi. Per le Pmi il leasing resta uno strumento alternativo al credito bancario tradizionale, utile quando l’investimento immobiliare è collegato all’espansione produttiva. La crescita degli immobili da costruire evidenzia una domanda industriale ancora attiva, ma richiede contratti ben presidiati su tempi di consegna, garanzie tecniche, collaudi, oneri e allocazione dei rischi tra utilizzatore, concedente e costruttore.

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