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Ucraina, nuova notte di attacchi incrociati: droni su Mosca e bombardamenti su Kiev, due vittime nella capitale

Un’altra notte di guerra ha scosso l’Ucraina e la Russia, segnata da un’intensificazione di attacchi aerei incrociati che confermano l’escalation militare tra i due Paesi. Kiev ha subito nuovi bombardamenti con vittime civili, mentre Mosca ha denunciato di aver intercettato e abbattuto droni di fabbricazione occidentale lanciati dall’esercito ucraino contro obiettivi strategici. Il bilancio della notte si traduce in due morti nella capitale ucraina e in danni rilevanti a strutture energetiche nella regione di Dnipropetrovsk, mentre la Russia parla di “atto di provocazione militare” volto a colpire infrastrutture logistiche e centri di comunicazione.


Secondo le autorità ucraine, l’attacco russo è iniziato intorno alle tre del mattino, quando una serie di missili e droni Shahed di fabbricazione iraniana ha colpito diversi quartieri di Kiev e delle aree circostanti. Le sirene antiaeree sono risuonate per oltre un’ora, mentre le difese ucraine hanno intercettato la maggior parte degli ordigni. Tuttavia, alcuni frammenti hanno raggiunto edifici residenziali, provocando la morte di due persone e il ferimento di almeno sette. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha parlato di “una delle notti più dure delle ultime settimane”, denunciando la costanza degli attacchi russi contro i civili e le infrastrutture energetiche.


L’aeronautica ucraina ha dichiarato di aver abbattuto 27 dei 35 droni lanciati nella notte, oltre a due missili da crociera provenienti dal territorio russo. Gli attacchi hanno colpito obiettivi energetici a Dnipropetrovsk e Poltava, interrompendo temporaneamente la fornitura elettrica a decine di migliaia di abitazioni. L’azione russa, spiegano i comandi di Kiev, è parte della strategia di logoramento già osservata negli ultimi mesi, volta a minare la capacità produttiva e la resilienza civile dell’Ucraina prima della stagione invernale. Il Ministero dell’Energia di Kiev ha confermato che le squadre di emergenza sono al lavoro per ripristinare la rete e ha accusato Mosca di violare sistematicamente il diritto internazionale colpendo obiettivi non militari.


Dall’altra parte del fronte, il Ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver sventato un massiccio attacco con droni contro la regione di Mosca e alcune aree del sud del Paese. Secondo la versione fornita da Mosca, le forze di difesa aerea avrebbero abbattuto oltre venti velivoli senza pilota “di produzione occidentale” diretti verso infrastrutture militari e impianti industriali. Le autorità russe hanno precisato che non si sono registrate vittime, ma che alcuni droni sarebbero caduti nei pressi di Bryansk e Kaluga, provocando danni materiali. L’attacco, secondo i media statali, dimostrerebbe il coinvolgimento diretto della NATO nel supporto alle operazioni ucraine, accusa immediatamente respinta da Kiev e dalle capitali occidentali.


La tensione resta altissima lungo tutta la linea del fronte. Nelle ultime ventiquattro ore sono stati segnalati scontri intensi nelle regioni di Kharkiv e Zaporizhzhia, dove l’esercito ucraino continua a condurre operazioni di controffensiva localizzate. Le forze di Mosca, dal canto loro, hanno rafforzato le difese e intensificato i bombardamenti a lungo raggio. Secondo lo Stato Maggiore ucraino, la Russia avrebbe concentrato nuovi reparti di artiglieria e sistemi missilistici nel settore meridionale, in vista di una possibile offensiva invernale.


Gli osservatori internazionali sottolineano che la guerra sta entrando in una fase di logoramento prolungato, caratterizzata da un uso crescente dei droni e delle armi a lunga gittata. Le forze ucraine, sostenute dagli alleati europei e statunitensi, hanno ampliato l’impiego di sistemi senza pilota per colpire infrastrutture russe lontano dal fronte. Queste operazioni, condotte principalmente di notte, mirano a destabilizzare la catena logistica di Mosca, ma comportano anche un rischio di escalation diretta con la Federazione russa, che considera tali azioni come “atti di terrorismo internazionale”.


La Russia, nel frattempo, ha intensificato la campagna di propaganda interna, presentando gli attacchi ucraini come la prova della necessità di mantenere alta la mobilitazione militare. Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha definito i droni occidentali “strumenti di guerra ibrida” utilizzati per colpire il territorio russo sotto la copertura di Kiev. L’agenzia Tass ha inoltre riferito che il ministero della Difesa ha convocato i vertici delle forze aeree per discutere nuove misure di difesa anti-drone e il potenziamento dei radar di sorveglianza.


Sul fronte diplomatico, la giornata è stata segnata da nuove tensioni tra Mosca e le cancellerie occidentali. L’Unione Europea ha condannato gli attacchi russi su Kiev, definendoli “inaccettabili violazioni del diritto umanitario”, e ha annunciato ulteriori aiuti umanitari all’Ucraina per la protezione delle infrastrutture energetiche. Gli Stati Uniti, attraverso il Dipartimento di Stato, hanno ribadito il sostegno a Kiev e l’impegno a fornire sistemi di difesa aerea aggiuntivi, tra cui nuovi missili Patriot e batterie antidrone. Mosca, in risposta, ha minacciato ritorsioni diplomatiche contro i Paesi che forniscono armamenti a Kiev, definendo tali azioni “atti ostili che legittimano l’espansione del conflitto”.


La notte appena trascorsa mostra con chiarezza come la guerra sia entrata in una fase di instabilità permanente, in cui gli attacchi aerei e i droni diventano strumenti quotidiani di una guerra di attrito senza pause. Kiev resiste ma subisce perdite civili sempre più gravi, mentre Mosca continua a rivendicare il diritto di rispondere con forza. In questo scenario, la possibilità di un cessate il fuoco appare lontana, mentre il conflitto si estende progressivamente oltre i confini del campo di battaglia, trasformandosi in una sfida geopolitica e tecnologica che coinvolge l’intero equilibrio internazionale.

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