Von der Leyen supera la mozione di sfiducia al Parlamento Europeo: tensioni politiche e accuse di opacità
- piscitellidaniel
- 10 lug
- Tempo di lettura: 2 min
Il Parlamento Europeo ha respinto la mozione di sfiducia presentata contro la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, con 360 voti contrari, 175 favorevoli e 18 astensioni. L'iniziativa, promossa da esponenti dell'estrema destra, tra cui l'eurodeputato rumeno Gheorghe Piperea, mirava a contestare la gestione della Commissione in merito a diverse questioni, tra cui la trasparenza nei rapporti con Pfizer durante la pandemia di COVID-19, l'utilizzo dei fondi europei e presunte interferenze politiche in Germania e Romania.
Le accuse alla base della mozione
La mozione di sfiducia si basava su una serie di accuse rivolte a von der Leyen e alla sua Commissione. Tra queste, la presunta mancanza di trasparenza nella comunicazione con l'amministratore delegato di Pfizer durante la pandemia, nota come "Pfizergate", l'uso improprio dei fondi dell'UE e l'interferenza nelle elezioni in Germania e Romania. Gli accusatori sostenevano che tali comportamenti minassero la fiducia nelle istituzioni europee e richiedessero un cambiamento nella leadership della Commissione.
La risposta dei gruppi politici
Nonostante le critiche, la mozione non ha ottenuto il sostegno necessario per essere approvata. I principali gruppi politici del Parlamento Europeo, tra cui i Socialisti e Democratici (S&D), i Liberali di Renew Europe e i Verdi, hanno votato contro la mozione, pur esprimendo preoccupazioni per alcune delle politiche adottate dalla Commissione. Iratxe García Pérez, leader del gruppo S&D, ha dichiarato che, sebbene ci siano critiche legittime, la mozione rappresentava un tentativo dell'estrema destra di destabilizzare le istituzioni europee.
Le reazioni di von der Leyen
Ursula von der Leyen, assente durante la votazione, ha commentato l'esito attraverso i social media, affermando: "Mentre forze esterne cercano di destabilizzare e dividere l'Europa, è nostro dovere rispondere in linea con i nostri valori. Grazie, e lunga vita all'Europa." In precedenza, aveva definito la mozione una "caccia alle streghe" orchestrata da estremisti, sottolineando la necessità di difendere la democrazia europea dalle minacce interne ed esterne.
Le implicazioni politiche
Sebbene la mozione sia stata respinta, l'episodio ha evidenziato le crescenti tensioni all'interno del Parlamento Europeo. Alcuni membri dei gruppi centristi e di sinistra hanno espresso preoccupazione per l'apparente avvicinamento del Partito Popolare Europeo (PPE), di cui von der Leyen fa parte, a forze politiche di estrema destra. Valerie Hayer, leader del gruppo Renew Europe, ha esortato von der Leyen a prendere le distanze da tali alleanze e a riaffermare l'impegno della Commissione per i valori democratici e pro-europei.
Il contesto europeo
La mozione di sfiducia si inserisce in un contesto politico europeo caratterizzato da un aumento del sostegno a partiti nazionalisti e populisti, che mettono in discussione l'integrazione europea e promuovono agende sovraniste. Le recenti elezioni europee hanno visto un incremento della rappresentanza di tali forze politiche, rendendo più complesso il lavoro della Commissione e del Parlamento nel promuovere politiche comuni e nel mantenere l'unità dell'Unione Europea.
Le prospettive future
L'esito della votazione rafforza temporaneamente la posizione di von der Leyen, ma le critiche e le tensioni emerse indicano la necessità di un dialogo più approfondito tra le istituzioni europee e i cittadini. La Commissione dovrà affrontare sfide significative nei prossimi mesi, tra cui la gestione delle crisi economiche e sociali post-pandemia, la transizione ecologica e digitale, e la difesa dei valori democratici in un contesto geopolitico sempre più complesso.

Commenti