Verso il Centro europeo per la ricerca sull’intelligenza artificiale: il manifesto degli studiosi per una nuova infrastruttura scientifica comune
- piscitellidaniel
- 9 ott
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Un gruppo di ricercatori e accademici di primo piano ha avviato un progetto destinato a ridefinire il ruolo dell’Europa nella corsa globale all’intelligenza artificiale. L’obiettivo è la creazione di un Centro europeo di ricerca sull’IA, un polo permanente che possa unire competenze scientifiche, risorse tecnologiche e capacità istituzionali, garantendo al continente un’autonomia strategica in un settore dominato da Stati Uniti e Cina. L’iniziativa nasce a partire da un manifesto elaborato da studiosi ed esperti di diverse discipline, coordinati dall’Università di Bologna, che fungerà da base teorica e operativa per proporre alla Commissione europea e agli Stati membri un nuovo modello di collaborazione sovranazionale nel campo della ricerca avanzata.
Il manifesto, che sarà discusso in una riunione pubblica all’Ateneo bolognese, individua le linee guida per un centro che dovrà fungere da rete di coordinamento tra università, laboratori pubblici, imprese innovative e centri di supercalcolo già esistenti nei vari Paesi dell’Unione. Il progetto non intende sostituirsi alle realtà nazionali, ma creare una struttura in grado di connetterle, offrendo una cornice istituzionale e finanziaria comune. Il principio fondante è che l’Europa non può limitarsi a regolamentare l’IA: deve esserne protagonista sul piano della ricerca, della sperimentazione e dell’applicazione industriale.
Il documento individua alcuni obiettivi prioritari. Il primo riguarda la governance: il centro dovrà essere dotato di autonomia scientifica e finanziaria, ma anche di un sistema di controllo trasparente che assicuri responsabilità e indipendenza da condizionamenti politici. Il secondo è la struttura operativa, che dovrà includere un nucleo di ricercatori permanenti e una rete diffusa di poli nazionali e regionali, in grado di lavorare su progetti comuni. Il terzo è la sostenibilità tecnologica, con investimenti in infrastrutture di calcolo ad alte prestazioni, reti di dati interoperabili e strumenti open source condivisi, così da ridurre la dipendenza da piattaforme proprietarie non europee.
Un aspetto centrale del progetto è la creazione di un ecosistema interdisciplinare. Il Centro dovrà integrare informatica, matematica, neuroscienze, fisica, scienze sociali, diritto ed etica, per garantire che l’intelligenza artificiale sia sviluppata in modo responsabile e conforme ai valori europei. Le aree prioritarie individuate includono l’IA per la salute, la sostenibilità ambientale, la transizione energetica, la sicurezza informatica e i servizi pubblici digitali. Ogni linea di ricerca sarà accompagnata da un sistema di valutazione indipendente e da procedure di audit algoritmico, in modo da prevenire bias e distorsioni nei modelli sviluppati.
Il finanziamento del Centro rappresenta uno dei nodi più complessi. Gli esperti propongono un modello ibrido, basato su fondi europei diretti, contributi degli Stati membri e partnership pubblico-private con imprese che intendano investire nella ricerca di base e nelle applicazioni industriali dell’IA. L’obiettivo è creare una struttura economica stabile, capace di sostenere la crescita del progetto nel lungo periodo senza essere soggetta alle oscillazioni politiche dei singoli governi.
Tra i promotori del manifesto figurano personalità di spicco del panorama scientifico, come il premio Nobel Giorgio Parisi e il matematico Pierluigi Contucci, affiancati da una rete di ricercatori provenienti da diversi Paesi europei. La loro proposta si fonda sulla convinzione che la frammentazione attuale della ricerca europea rappresenti il principale ostacolo alla competitività globale. Pur vantando eccellenze accademiche, l’Europa soffre infatti la mancanza di una cabina di regia unitaria, di investimenti coordinati e di un’infrastruttura tecnologica comune.
Il manifesto include anche una parte dedicata alla formazione e alla valorizzazione dei talenti. Il Centro europeo dovrebbe diventare un punto di riferimento per la formazione avanzata di ricercatori, ingegneri e professionisti, attraverso programmi di dottorato internazionali, borse di studio e scambi tra università. L’intento è trattenere in Europa le competenze che oggi migrano verso laboratori e aziende estere, creando percorsi di carriera competitivi e valorizzando la qualità della ricerca scientifica europea.
Altro elemento fondamentale è la gestione dei dati. Il manifesto propone di istituire un’infrastruttura europea dedicata alla raccolta, alla standardizzazione e alla condivisione di dataset pubblici e industriali, nel rispetto delle normative sulla privacy e sulla protezione dei diritti fondamentali. L’accesso equo ai dati, sottolineano gli esperti, è condizione indispensabile per permettere a ricercatori e startup europee di competere su scala globale.
L’iniziativa nasce in un contesto politico in cui le istituzioni dell’Unione stanno cercando di definire una posizione comune sull’uso dell’intelligenza artificiale. Dopo l’approvazione dell’AI Act, che disciplina le applicazioni ad alto rischio, la creazione di un centro di ricerca europeo rappresenterebbe il passo successivo per coniugare regolazione e innovazione. Il progetto mira a rafforzare la sovranità tecnologica dell’Europa, riducendo la dipendenza da tecnologie e modelli di business extraeuropei e promuovendo un approccio basato su etica, trasparenza e sostenibilità.
Il Centro europeo per la ricerca sull’IA potrebbe diventare il fulcro di un nuovo ecosistema scientifico continentale, capace di collegare università, istituti pubblici e settore privato. Il manifesto che lo ispira si propone di delinearne le regole fondative, il sistema di governance e le aree prioritarie di intervento, con l’obiettivo di tradurre in realtà un progetto che restituisca all’Europa un ruolo da protagonista nello sviluppo delle tecnologie intelligenti.

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