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Unicredit supera le attese: utili record a 8,7 miliardi nei primi nove mesi del 2025

Unicredit chiude i primi nove mesi del 2025 con risultati superiori alle previsioni degli analisti, consolidando la propria posizione come una delle banche europee più redditizie. L’istituto guidato da Andrea Orcel ha registrato un utile netto di 8,7 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 6,7 miliardi dello stesso periodo del 2024, segnando un incremento di circa il 30%. Il risultato conferma la solidità del modello operativo adottato negli ultimi anni e la capacità del gruppo di generare profitti consistenti anche in un contesto macroeconomico complesso, segnato da un rallentamento della crescita europea e da un’elevata volatilità dei mercati.


La banca ha beneficiato di una combinazione di fattori favorevoli: margine d’interesse ancora sostenuto, controllo rigoroso dei costi operativi, aumento della produttività e impatto positivo derivante dalle commissioni sui servizi di investimento e assicurativi. I ricavi complessivi hanno superato i 23 miliardi di euro, sostenuti principalmente dal margine d’interesse netto, che rimane su livelli elevati grazie al differenziale tra tassi attivi e passivi, anche se si osserva un leggero rallentamento rispetto ai trimestri precedenti. L’istituto ha inoltre confermato la qualità del portafoglio creditizio, con un tasso di crediti deteriorati lordi sceso sotto il 2,5%, il minimo storico per il gruppo, segno di un rischio controllato e di un’efficace gestione degli impieghi.


Nel comunicato diffuso dal gruppo, il CEO Andrea Orcel ha sottolineato che la strategia di Unicredit è incentrata sulla disciplina nella gestione del capitale e sulla restituzione di valore agli azionisti. La banca ha infatti confermato un piano di remunerazione complessiva per il 2025 di circa 10 miliardi di euro, tra dividendi e riacquisti di azioni proprie, in linea con gli obiettivi di lungo termine fissati nel piano “UniCredit Unlocked”. Orcel ha rimarcato che la priorità rimane la crescita sostenibile e la redditività duratura, fondata su un modello di business diversificato, più efficiente e meno dipendente dalle fluttuazioni cicliche del mercato.


Unicredit si distingue per una posizione patrimoniale tra le più solide in Europa. Il CET1 ratio, principale indicatore di solidità patrimoniale, si attesta al 16,2%, ben al di sopra dei requisiti regolamentari e della media del settore bancario europeo. Questo livello di capitale consente alla banca di mantenere ampi margini di manovra per future distribuzioni agli azionisti e per eventuali operazioni strategiche di crescita o acquisizione. Anche il rapporto cost/income resta contenuto al 39%, uno dei più bassi tra i grandi gruppi continentali, confermando l’efficacia delle politiche di efficientamento e di digitalizzazione adottate negli ultimi anni.


Dal punto di vista operativo, il terzo trimestre ha evidenziato una tenuta dei margini in un contesto di tassi di interesse stabili, con un aumento della raccolta diretta e un miglioramento nella componente commissionale. I ricavi da attività di investimento e risparmio gestito sono cresciuti di oltre il 6%, trainati dal ritorno di fiducia dei clienti e dal rafforzamento della rete commerciale in Italia e in Germania. L’attività corporate e investment banking ha contribuito in modo significativo ai risultati, grazie all’aumento delle operazioni di consulenza e di finanziamento legate a fusioni e acquisizioni, oltre al buon andamento delle attività di hedging.


In Italia, mercato principale per Unicredit, la banca ha consolidato la propria posizione nel credito alle imprese, con un’attenzione particolare al sostegno delle piccole e medie aziende impegnate in percorsi di transizione digitale e sostenibile. La quota di mercato sui nuovi finanziamenti alle PMI è cresciuta, mentre continua la riduzione del costo del rischio, oggi stabile intorno ai 20 punti base. Anche in Germania e in Europa centrale e orientale il gruppo ha riportato risultati positivi, con una crescita robusta dei ricavi e una redditività in linea con gli obiettivi del piano industriale.


L’evoluzione del margine d’interesse rimane un punto di osservazione cruciale per il futuro. Con la Banca Centrale Europea che si avvia verso una politica monetaria più neutrale dopo il ciclo di rialzi, Unicredit dovrà gestire con equilibrio la transizione da una fase di alti rendimenti sui prestiti a una più competitiva sul fronte della raccolta. Tuttavia, la diversificazione del portafoglio ricavi e l’incremento delle attività legate alla gestione patrimoniale dovrebbero consentire di mantenere elevati livelli di redditività.


I risultati del gruppo rafforzano la posizione di Andrea Orcel, che dopo quattro anni al vertice ha trasformato Unicredit in una banca più efficiente, profittevole e internazionale. Gli analisti sottolineano che i risultati dei primi nove mesi superano le stime medie di mercato, che prevedevano utili intorno agli 8,2 miliardi. Il titolo ha reagito positivamente in Borsa, con un rialzo superiore al 3% nella prima parte della seduta, trainato anche dalle prospettive di nuovi programmi di buyback.


La strategia futura si concentrerà sul consolidamento della posizione in Italia e Germania, sulla crescita delle attività digitali e sulla continua ottimizzazione dei costi. La banca continuerà inoltre a ridurre l’esposizione verso gli asset a maggiore rischio, mantenendo una politica prudente nella gestione della liquidità e del capitale. Con un utile netto proiettato oltre i 10 miliardi di euro per l’intero esercizio, Unicredit si conferma tra i principali protagonisti del sistema bancario europeo, con un modello che unisce solidità patrimoniale, efficienza gestionale e remunerazione stabile per gli azionisti.

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