Uccisione di una spia ucraina in Spagna, Kiev accusa Mosca: cresce l’ombra delle operazioni russe in Europa occidentale
- piscitellidaniel
- 11 lug
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Un nuovo episodio di violenza mirata accende i riflettori sulle attività clandestine della Russia in Europa. Un cittadino ucraino, sospettato di essere una spia al servizio dei servizi segreti di Kiev, è stato ucciso lo scorso 29 giugno nella città di Villajoyosa, sulla Costa Blanca, in Spagna. Secondo fonti del governo ucraino e della sicurezza europea, dietro l’omicidio ci sarebbe un’operazione orchestrata dall’intelligence russa. L’uomo, identificato dalla stampa spagnola come un collaboratore dei servizi militari ucraini, sarebbe stato eliminato in un contesto riconducibile a un’esecuzione pianificata, avvenuta con modalità che richiamano i precedenti omicidi politici già attribuiti a Mosca in altre capitali europee.
Il ministero dell’Interno spagnolo, in collaborazione con la polizia nazionale e l’intelligence interna CNI, ha aperto un’indagine ad ampio raggio. Al momento, le autorità locali mantengono un profilo basso e non confermano ufficialmente il movente politico, ma diverse fonti qualificate riportate dalla stampa iberica e anglosassone ritengono sempre più probabile l’ipotesi di un’operazione sotto falsa bandiera condotta da agenti russi. La vittima si trovava in Spagna sotto protezione, inserito in un programma di tutela internazionale per informatori ucraini, e avrebbe avuto legami diretti con le forze speciali ucraine coinvolte in operazioni di sabotaggio oltre confine.
Il modus operandi e il contesto dell’uccisione
Secondo quanto ricostruito dalla polizia spagnola, l’omicidio sarebbe avvenuto in pieno giorno, nei pressi dell’abitazione dove la vittima risiedeva con identità fittizia. Il corpo è stato rinvenuto con evidenti segni di colluttazione e ferite d’arma da fuoco, ma gli inquirenti sospettano anche l’utilizzo di un’arma da taglio, in linea con le tecniche impiegate in passato da agenti operativi russi nei cosiddetti "omicidi silenziosi". La precisione dell’operazione e la capacità di penetrare i protocolli di sicurezza suggeriscono un intervento di tipo professionale, difficilmente riconducibile a criminalità comune o regolamenti di conti.
Gli investigatori hanno acquisito i filmati delle telecamere di sorveglianza nella zona e stanno lavorando sull’identificazione di almeno due individui che sarebbero stati visti aggirarsi nei pressi della residenza della vittima nei giorni precedenti all’agguato. Fonti della sicurezza spagnola, coperte da anonimato, parlano di profili riconducibili a ex militari addestrati, dotati di documenti contraffatti e scomparsi poche ore dopo l’esecuzione. Elementi che coincidono con altre operazioni condotte da Mosca in territorio europeo, come l’eliminazione dell’ex agente ceceno a Berlino nel 2019 o l’avvelenamento di Sergej Skripal a Salisbury nel 2018.
Il coinvolgimento dei servizi segreti ucraini e la reazione di Kiev
A confermare l’identità della vittima come collaboratore del GUR, i servizi militari ucraini, è stato un funzionario del ministero della Difesa di Kiev, che ha parlato apertamente di “atto di terrorismo internazionale” e ha accusato la Russia di portare avanti una campagna di eliminazioni mirate contro gli operatori dell’intelligence ucraina rifugiati all’estero. La portavoce del GUR, Andrii Yusov, ha dichiarato che l’uomo ucciso “aveva contribuito attivamente alla raccolta di informazioni fondamentali per la sicurezza nazionale” e che Mosca avrebbe agito “per vendetta e per interrompere le operazioni ucraine in profondità oltre le linee nemiche”.
Non è la prima volta che Kiev denuncia il rischio per i propri agenti e collaboratori rifugiati in paesi alleati. Negli ultimi due anni, più di dieci sospetti attentati o omicidi sono stati ricondotti, direttamente o indirettamente, alla longa manus del Cremlino, spesso attraverso l’azione di cellule dormienti o mercenari assoldati dal GRU, i servizi militari russi. Secondo quanto riportato da fonti giornalistiche britanniche, vi sarebbe un dossier circolante tra le intelligence occidentali con una lista nera di obiettivi ucraini da neutralizzare, considerati da Mosca responsabili delle azioni di sabotaggio compiute in Crimea e in Russia continentale.
Le implicazioni per la sicurezza europea
L’episodio di Villajoyosa rischia di diventare un caso diplomatico. Il governo spagnolo, dopo le rivelazioni sulla possibile matrice russa dell’omicidio, ha convocato d’urgenza una riunione del Consiglio di Sicurezza Nazionale. Fonti vicine al ministero degli Esteri spagnolo parlano di una crescente preoccupazione per la presenza di agenti russi operanti clandestinamente sul suolo europeo, anche in paesi che finora non erano considerati direttamente coinvolti nel conflitto. La Spagna, pur sostenendo l’Ucraina a livello politico e militare, non è un attore centrale nello scacchiere dell’Europa orientale, e il fatto che un’operazione russa si sia verificata nel suo territorio viene letto come un segnale di allargamento del teatro operativo del Cremlino.
Bruxelles osserva con attenzione. L’Unione Europea ha più volte denunciato l’intensificarsi delle attività di spionaggio e disinformazione condotte dalla Russia negli Stati membri. Diversi governi hanno espulso diplomatici russi sospettati di coprire ruoli di intelligence, ma il numero di operazioni coperte resta difficile da stimare. L’omicidio del cittadino ucraino in Spagna si inserisce in un contesto già teso, in cui le minacce ibride – che mescolano sabotaggi, cyberattacchi, propaganda e azioni clandestine – sono diventate strumenti centrali della strategia geopolitica del Cremlino.
Le autorità spagnole stanno ora valutando un rafforzamento delle misure di sicurezza per altri cittadini ucraini rifugiati nel paese, in particolare quelli con legami noti con l’esercito o i servizi di Kiev. Anche altri Stati membri stanno passando in rassegna i loro protocolli di protezione, temendo che Mosca possa replicare simili azioni anche in Germania, Polonia, Francia o nei Paesi baltici. La tensione è destinata a crescere, soprattutto in vista delle prossime tornate elettorali in Europa e negli Stati Uniti, durante le quali il tema della sicurezza e dell’influenza russa sarà inevitabilmente centrale nel dibattito politico e istituzionale.

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