Sardegna, la Regione stanzia 33 milioni per potenziare le infrastrutture delle aree industriali
- piscitellidaniel
- 22 ott
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La Regione Sardegna ha approvato un piano da 33 milioni di euro destinato al potenziamento e alla riqualificazione delle infrastrutture nelle aree industriali dell’isola, con l’obiettivo di rafforzare la competitività del sistema produttivo locale e favorire nuovi investimenti. Il programma, approvato con delibera della Giunta regionale, rappresenta uno dei più consistenti interventi degli ultimi anni a sostegno dello sviluppo economico territoriale. Le risorse, provenienti in parte da fondi regionali e in parte da programmi cofinanziati con l’Unione Europea, saranno destinate a progetti di miglioramento della viabilità interna, potenziamento energetico, digitalizzazione delle reti e messa in sicurezza delle infrastrutture idriche e fognarie delle aree industriali.
La misura rientra in un piano più ampio di rilancio del sistema produttivo isolano, che punta a superare i limiti strutturali che da anni ostacolano la piena valorizzazione delle aree industriali della Sardegna. Le zone interessate comprendono i principali poli di Cagliari-Macchiareddu, Porto Torres, Ottana, Oristano, Tortolì e Villacidro, ma anche distretti minori del centro e del nord dell’isola che ospitano piccole e medie imprese manifatturiere, agroalimentari e logistiche. Gli interventi saranno attuati in collaborazione con i Consorzi industriali provinciali e con l’Ente regionale per la gestione delle aree produttive, in un’ottica di programmazione integrata e di sviluppo sostenibile.
Una parte rilevante delle risorse, pari a circa 12 milioni di euro, sarà destinata alla modernizzazione delle infrastrutture stradali e alla realizzazione di nuovi collegamenti interni tra le zone industriali e le principali arterie di scorrimento regionale. L’obiettivo è migliorare la logistica, riducendo i tempi e i costi di trasporto per le imprese che oggi risentono di carenze infrastrutturali e difficoltà di accesso ai porti e agli aeroporti. In diversi poli, come quello di Cagliari e di Porto Torres, sono previsti lavori di riqualificazione dei piazzali di carico e scarico merci, l’ammodernamento delle aree di sosta per i mezzi pesanti e la ristrutturazione di aree logistiche oggi sottoutilizzate.
Altri 10 milioni saranno destinati al potenziamento energetico e alla realizzazione di reti intelligenti per l’autoproduzione e la distribuzione dell’energia. In questo ambito, il piano prevede l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo energetico nei principali siti industriali, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e migliorare l’efficienza energetica complessiva. La Regione intende così favorire la nascita di comunità energetiche industriali, in cui le imprese possano condividere la produzione di energia rinnovabile e abbattere i costi. Tale modello sarà sperimentato inizialmente nei distretti di Oristano e Ottana, per poi essere esteso a tutto il territorio regionale.
Un’altra linea di intervento, per un valore di circa 6 milioni di euro, riguarda la digitalizzazione delle infrastrutture e la connettività a banda ultralarga. L’obiettivo è portare connessioni ad alta velocità all’interno dei distretti industriali e garantire alle imprese servizi digitali avanzati per la gestione della produzione, della logistica e delle forniture. Verranno attivate piattaforme informatiche condivise per la gestione delle aree produttive e per la promozione dei servizi alle imprese, con l’intento di rendere più efficiente la pianificazione territoriale e agevolare l’insediamento di nuove attività. In parallelo, saranno rafforzati i sistemi di videosorveglianza e di controllo ambientale, così da migliorare la sicurezza dei siti industriali e la sostenibilità ambientale.
Un capitolo importante del piano riguarda anche le reti idriche e fognarie, spesso carenti o obsolete. Con uno stanziamento di circa 5 milioni di euro, la Regione prevede il rifacimento delle condotte, la manutenzione straordinaria degli impianti di depurazione e la creazione di sistemi di raccolta e riuso delle acque reflue. Questo intervento, in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, mira a ridurre gli sprechi e a garantire un approvvigionamento più stabile alle imprese, soprattutto nei mesi estivi, quando la scarsità idrica rappresenta un problema cronico per l’attività produttiva.
Il presidente della Regione ha sottolineato che l’iniziativa si inserisce in una strategia di lungo periodo volta a rilanciare la competitività del sistema industriale sardo, puntando su infrastrutture moderne, sostenibilità e innovazione. L’obiettivo dichiarato è attrarre nuovi investimenti, creare occupazione stabile e valorizzare il tessuto produttivo esistente. La Regione intende, inoltre, rafforzare il dialogo con le imprese e i consorzi industriali per garantire una gestione più efficiente delle risorse pubbliche e per accelerare la realizzazione degli interventi.
Particolare attenzione è stata riservata anche ai temi della semplificazione amministrativa e della governance. Il piano prevede la creazione di un sistema unico di monitoraggio dei progetti, con la pubblicazione periodica dello stato di avanzamento dei lavori. Ogni consorzio industriale dovrà redigere un piano operativo annuale, con obiettivi misurabili e cronoprogrammi dettagliati, in modo da garantire la massima trasparenza e l’effettivo utilizzo dei fondi. Le risorse saranno assegnate sulla base di criteri di efficienza e di capacità di spesa, premiando i territori che dimostreranno maggiore velocità di attuazione.
Le imprese locali hanno accolto positivamente il piano, considerandolo un passo concreto verso la modernizzazione delle aree produttive e la riduzione del divario infrastrutturale rispetto alle regioni del Nord Italia. Le associazioni di categoria hanno sottolineato l’importanza di accompagnare gli investimenti materiali con misure di sostegno alla formazione, alla ricerca e all’innovazione, per creare un ecosistema industriale realmente competitivo. I sindacati, dal canto loro, hanno richiesto che una parte delle risorse venga destinata alla sicurezza dei lavoratori e al miglioramento delle condizioni nei siti produttivi più datati.
Il piano da 33 milioni di euro per le aree industriali della Sardegna rappresenta un tassello fondamentale della strategia di sviluppo regionale, con una visione che combina modernizzazione, sostenibilità e digitalizzazione. Gli interventi previsti mirano a ridurre i limiti strutturali che storicamente penalizzano l’isola, trasformando le aree produttive in poli di attrazione per nuovi investitori e in laboratori di innovazione capaci di trainare la crescita economica dell’intero territorio.

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