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Pensionati all’estero, al via i controlli dell’Inps con Citibank: parte la verifica sull’esistenza in vita

L’Inps ha avviato una nuova campagna di controlli rivolta ai pensionati italiani residenti all’estero per verificare l’esistenza in vita, una procedura che da anni accompagna l’erogazione delle prestazioni previdenziali fuori dai confini nazionali. L’operazione, condotta in collaborazione con Citibank, riguarda migliaia di beneficiari che percepiscono mensilità dall’Italia pur vivendo stabilmente in altri Paesi.


Il meccanismo è ormai consolidato: periodicamente l’Inps, attraverso la banca incaricata dei pagamenti internazionali, invia una comunicazione ai pensionati chiedendo loro di attestare la propria esistenza in vita entro un termine stabilito. La verifica avviene tramite la compilazione e la restituzione di un modulo, che deve essere autenticato da un’autorità locale, come un ufficio consolare, una banca o un ente pubblico riconosciuto. In alternativa, in alcuni casi, può essere utilizzata la procedura telematica, con sistemi di video-identificazione.


L’obiettivo di questa campagna è duplice. Da un lato, evitare erogazioni indebite in caso di decesso del beneficiario, che potrebbero comportare perdite per il sistema previdenziale e costi aggiuntivi per il recupero delle somme. Dall’altro, garantire la regolarità dei pagamenti, rassicurando i pensionati che adempiono correttamente agli obblighi. L’Inps ha chiarito che la mancata presentazione della prova di esistenza in vita nei tempi previsti comporterà la sospensione cautelativa del trattamento, che verrà poi ripristinato solo dopo la regolarizzazione.


Quest’anno, la campagna di verifiche assume un rilievo particolare per l’ampiezza dei Paesi coinvolti. La prima fase riguarda l’America, l’Asia e l’Estremo Oriente, con migliaia di pensionati chiamati a inviare la documentazione entro il termine fissato. In una seconda fase, nei mesi successivi, saranno interessati i pensionati residenti in Europa, Africa e Oceania. L’operazione si sviluppa quindi a livello globale, toccando tutti i continenti in cui vivono ex lavoratori italiani che percepiscono un trattamento dall’Inps.


Secondo le stime, oltre 370mila pensionati italiani risiedono all’estero. Si tratta di persone emigrate per ragioni lavorative o familiari, che nel corso della loro vita hanno maturato il diritto a un assegno previdenziale in Italia. Molti vivono in Paesi europei, come Germania, Svizzera e Francia, ma una quota significativa risiede anche in America Latina, Nord America, Australia e Asia. Per l’Inps, la gestione di questa platea è complessa e richiede un’organizzazione capillare, in grado di tenere conto delle differenze normative e delle difficoltà logistiche dei singoli Paesi.


La collaborazione con Citibank è stata avviata proprio per garantire maggiore efficienza nella gestione dei pagamenti internazionali e nelle verifiche connesse. La banca agisce come intermediario, inviando la documentazione, raccogliendo le risposte e trasmettendo i dati all’Inps. Grazie a questa procedura, si cerca di ridurre i tempi e di limitare le possibilità di errori o di frodi. L’uso crescente delle tecnologie digitali, inoltre, ha permesso negli ultimi anni di introdurre modalità più snelle, come la video-identificazione, che semplifica l’adempimento soprattutto per chi vive in aree lontane da uffici consolari.


Le organizzazioni degli italiani all’estero hanno accolto l’iniziativa con prudenza. Da un lato, riconoscono la necessità di tutelare la regolarità del sistema e di evitare sprechi. Dall’altro, segnalano le difficoltà che molti pensionati incontrano nel completare la procedura, specie i più anziani o coloro che vivono in zone isolate. Non mancano i casi in cui la documentazione arriva in ritardo, o in cui i moduli non vengono compilati correttamente, con il rischio di sospensioni ingiustificate. Per questo le associazioni chiedono maggiore flessibilità nei tempi e un’assistenza più capillare da parte delle ambasciate e dei consolati.


Il tema tocca anche una dimensione sociale e culturale. I pensionati italiani all’estero rappresentano una comunità numerosa, spesso legata da un forte senso di appartenenza al Paese d’origine. Garantire loro un trattamento previdenziale regolare significa anche mantenere un legame vivo con l’Italia, riconoscendo il contributo che hanno dato al sistema produttivo nazionale. La verifica dell’esistenza in vita, per quanto necessaria, viene percepita talvolta come una complicazione burocratica, che rischia di allontanare invece di rafforzare questo legame.


Dal punto di vista economico, i controlli hanno un impatto significativo. Ogni anno l’Inps eroga miliardi di euro a favore dei pensionati residenti all’estero. Anche un numero ridotto di pagamenti non dovuti può tradursi in perdite rilevanti per le casse pubbliche. La lotta alle irregolarità è quindi una priorità per l’istituto, che negli ultimi anni ha intensificato le verifiche, riuscendo a recuperare somme consistenti. Tuttavia, l’Inps ribadisce che l’obiettivo non è penalizzare i pensionati regolari, ma garantire l’equità e la sostenibilità del sistema.


Con l’avvio della nuova campagna, migliaia di pensionati sono già stati raggiunti dalle comunicazioni ufficiali. Nei prossimi mesi, l’attenzione sarà rivolta alle modalità con cui verranno gestite eventuali difficoltà e alle misure di supporto che l’Inps e Citibank metteranno a disposizione per agevolare i beneficiari. Il successo dell’operazione dipenderà in gran parte dalla capacità di conciliare rigore nei controlli e attenzione alle esigenze pratiche di chi vive lontano dall’Italia.

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