Patto di stabilità, Salvini ritiene necessaria la deroga per affrontare l’emergenza economica
- piscitellidaniel
- 20 mag
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La necessità di una deroga al Patto di stabilità europeo per consentire all’Italia di intervenire contro gli effetti economici della guerra in Iran è stata al centro del panel “Infrastrutture e priorità”, ospitato oggi al Teatro Sociale nell’ambito del Festival dell'Economia di Trento. Protagonista dell’incontro il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, intervistato dalla giornalista Manuela Perrone. Sul palco sono poi intervenuti Diego Cattoni amministratore delegato di A22 e Arrigo Giana amministratore delegato di Autostrade per l’Italia.
Il ministro ha annunciato che venerdì è stato convocato un tavolo con gli autotrasportatori e che lo stesso giorno il Consiglio dei ministri valuterà nuove misure per contenere l’aumento dei costi energetici e dei carburanti.

Nel corso del confronto Salvini ha spiegato che il Governo sta preparando i primi interventi contro il caro carburanti e il caro energia, alla luce delle pesanti ricadute economiche del conflitto in Iran. Citando le recenti stime illustrate dalla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, il ministro ha ricordato che la guerra starebbe generando costi aggiuntivi per circa 500 milioni di euro al giorno, pari a 15 miliardi al mese e a 45 miliardi complessivi dall’inizio del conflitto. Per l’Italia, ha aggiunto, il peso economico ammonterebbe ad almeno 5 miliardi di euro in più tra benzina, luce e gas.
Secondo Salvini, Bruxelles starebbe chiedendo agli Stati membri di affrontare l’emergenza rispettando comunque il Patto di stabilità, un’impostazione che il ministro ha definito troppo rigida rispetto alla gravità del momento. Per questo il Governo italiano chiederà una deroga che consenta di investire contemporaneamente sul sostegno a famiglie e imprese e sugli impegni legati alla sicurezza e alla difesa. Salvini ha sottolineato che, in assenza di aperture europee, Roma sarebbe pronta a intervenire autonomamente per evitare ripercussioni economiche e sociali.
Nel corso dell’incontro Salvini ha poi rivendicato il massimo storico di investimenti infrastrutturali in Italia, ricordando i 1.300 cantieri ferroviari attualmente aperti, circa 10 mila treni in circolazione ogni giorno e mezzo milione di passeggeri trasportati quotidianamente. Ha riconosciuto i disagi registrati sulla rete ferroviaria, attribuendoli però all’intensità dei lavori in corso e sostenendo che gli interventi in atto consentiranno di consegnare al Paese una rete più moderna, efficiente e sicura.
Ampio spazio anche ai grandi progetti ferroviari e infrastrutturali. Salvini ha richiamato gli investimenti sull’alta velocità ferroviaria, dal Brennero alla Brescia-Verona-Vicenza-Padova, fino alle linee del Sud Italia, sostenendo che il debito destinato alle infrastrutture rappresenta un investimento produttivo per il futuro del Paese. In questo contesto ha citato anche la circonvallazione ferroviaria di Trento come esempio di “debito intelligente”.
Il ministro ha inoltre confermato che è in corso la progettazione dell’alta velocità fino a Reggio Calabria e ha ribadito il valore strategico del Ponte sullo Stretto di Messina, definito un’infrastruttura fondamentale per collegare in modo efficiente Sicilia e Calabria e migliorare la competitività del Mezzogiorno.
Sul piano internazionale Salvini ha espresso la convinzione che, dopo quattro anni di guerra in Ucraina e venti pacchetti di sanzioni, sia necessario rilanciare il ruolo della diplomazia. Secondo il ministro, le sanzioni non avrebbero prodotto gli effetti sperati e rischierebbero di allontanare ulteriormente la Russia dall’Europa, rafforzando invece i rapporti con la Cina.
In chiusura Salvini ha assicurato che il clima all’interno della maggioranza di Governo resta positivo e ha affermato che la sua principale preoccupazione riguarda l’evoluzione dei conflitti internazionali e le loro conseguenze economiche.
"Il Ponte sullo Stretto di Messina è un progetto che genera profitti - ha detto a seguire Diego Cattoni - come il tunnel di base del Brennero. Sono due grandissime opere del sistema Paese che possono creare ricchezza".
"Avanza a pieno ritmo la realizzazione dell'ampio programma di rigenerazione della rete autostradale: solo nel primo trimestre del 2026 sono stati investiti 525 milioni di euro tra manutenzioni e ammodernamento dell'infrastruttura, in linea con un piano annuale da 2,5 miliardi di euro" - ha invece affermato Arrigo Giana, nel corso panel - "Per noi la priorità è la sicurezza, intesa come sicurezza dell'infrastruttura, sicurezza dei viaggiatori, sicurezza dei lavoratori".
Fonte: festivaleconomia2026.it





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