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Orsted vola a Copenaghen: Equinor sostiene l’aumento di capitale e prepara un rilancio del settore green

Il mercato danese ha assistito a un movimento significativo sul titolo Orsted, il colosso danese delle energie rinnovabili, protagonista di una delle sedute più positive dell'ultimo trimestre. Il rialzo, trainato da forti volumi e dal rinnovato interesse degli investitori istituzionali, è stato stimolato dalla notizia che Equinor, gruppo energetico norvegese, ha confermato il proprio sostegno all’aumento di capitale della società danese, con l’intenzione di rilanciare strategicamente il comparto eolico offshore e altre tecnologie verdi.


L’annuncio ha rappresentato un segnale di fiducia forte in un momento in cui il settore delle rinnovabili stava affrontando un rallentamento globale, complice l’inflazione dei costi di costruzione, le difficoltà di approvvigionamento e un contesto macroeconomico che ha penalizzato i progetti a lungo termine. L’aumento di capitale, stimato in circa 4 miliardi di euro, è finalizzato a rafforzare la struttura finanziaria di Orsted, garantendo la prosecuzione dei progetti esistenti e consentendo nuovi investimenti, in particolare nel Mar del Nord e negli Stati Uniti.


Il mercato ha reagito con entusiasmo. Il titolo Orsted ha registrato un’impennata di oltre il 9% alla Borsa di Copenaghen, portando la capitalizzazione del gruppo ben oltre le attese degli analisti. Questo movimento è stato amplificato dalle revisioni al rialzo degli obiettivi di rating da parte di importanti case di analisi, che hanno visto nella manovra un’opportunità concreta per stabilizzare il bilancio e rilanciare la capacità di investimento della società.


Equinor ha espresso in modo chiaro il proprio supporto strategico alla transizione energetica europea e alla leadership industriale danese nel settore. Il management norvegese ha sottolineato come l’operazione con Orsted sia solo un tassello di un piano più ampio che vedrà la cooperazione tra gruppi pubblici e privati per accelerare la transizione ecologica. Non si tratterebbe solo di un’operazione finanziaria, ma di un intervento con risvolti industriali, volto a creare un nuovo polo del rinnovabile a guida nordica, in grado di contrastare il predominio statunitense e cinese nella tecnologia eolica e fotovoltaica.


La scelta di Equinor di investire direttamente nell’aumento di capitale rafforza inoltre la percezione di Orsted come asset strategico. La società danese aveva subito nei mesi scorsi forti pressioni di mercato, soprattutto dopo il blocco di alcuni cantieri eolici negli Stati Uniti a causa dei rincari dei materiali e dei ritardi nelle autorizzazioni ambientali. Gli investitori avevano reagito negativamente, spingendo al ribasso il titolo e mettendo in discussione la sostenibilità finanziaria del piano industriale. Il sostegno di Equinor rappresenta quindi un elemento di svolta.


Anche il governo danese ha accolto positivamente la manovra, evidenziando come essa contribuisca alla stabilità occupazionale del settore e alla capacità della Danimarca di rispettare gli obiettivi climatici fissati al 2030 e 2050. L’esecutivo di Copenaghen, che mantiene una quota strategica in Orsted, ha espresso l’intenzione di supportare attivamente lo sviluppo delle tecnologie rinnovabili, attraverso politiche di incentivazione fiscale e investimenti in infrastrutture digitali e portuali a servizio del comparto eolico.


Nel dettaglio, parte dell’aumento di capitale sarà destinato all’espansione di due grandi progetti nel Mare del Nord, per un totale stimato di 4 GW di potenza aggiuntiva. Parallelamente, verranno potenziate le attività negli Stati Uniti, con l’avvio di nuove gare per concessioni offshore al largo delle coste del New Jersey e del Massachusetts. Orsted intende inoltre entrare nel mercato dell’idrogeno verde, destinando circa 500 milioni di euro alla realizzazione di impianti sperimentali tra Danimarca e Germania.


Equinor, dal canto suo, ha già annunciato una joint venture con Orsted per la gestione integrata di una pipeline eolica tra Scozia e Norvegia, in grado di garantire stabilità nella trasmissione e una diversificazione della produzione rispetto agli asset onshore. Questa sinergia è vista come un passo avanti verso la creazione di una rete europea di energia rinnovabile, connessa e indipendente dalle fonti fossili.


Gli analisti del settore energetico sottolineano come la mossa norvegese possa segnare una discontinuità positiva per tutto il comparto. Dopo un 2024 complicato, in cui l’intero segmento green aveva registrato un rallentamento della crescita e una compressione dei margini, ora si intravede una nuova stagione di consolidamento e rilancio. Il capitale raccolto attraverso l’aumento di capitale, secondo le previsioni, sarà pienamente operativo entro la fine del 2025 e contribuirà a ridurre il debito di Orsted, aumentandone la resilienza di bilancio.


Nel frattempo, il mercato obbligazionario ha reagito in modo coerente, premiando i bond Orsted con un restringimento degli spread e un aumento della domanda nei fondi ESG. Le principali agenzie di rating hanno mantenuto l’outlook stabile, ma non si esclude un upgrade nel caso in cui il piano di rilancio venga attuato nei tempi previsti.


Con il supporto di Equinor e la fiducia dei mercati, Orsted si prepara dunque a riconquistare il ruolo di leader nel settore delle rinnovabili in Europa, in un momento in cui la competizione globale richiede massa critica, visione strategica e capacità di innovare velocemente. La collaborazione tra due campioni nordici dell’energia si prefigura come un modello replicabile anche in altri contesti, in cui la transizione ecologica necessita di alleanze industriali forti e coordinate.

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