Mfe rafforza la sua strategia europea: superata la soglia del 75% in Prosiebensat e acquisito il pieno controllo
- piscitellidaniel
- 4 set
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La scalata di Mfe, il gruppo televisivo fondato da Silvio Berlusconi e oggi guidato dalla famiglia e dal management ereditato dal fondatore, segna una nuova tappa con il superamento della soglia del 75% in Prosiebensat. L’operazione consegna a Mfe un controllo pieno sull’emittente tedesca, aprendo scenari che vanno ben oltre il semplice incremento di quote azionarie e che potrebbero ridisegnare il panorama dell’audiovisivo europeo. La notizia, comunicata al mercato, ha suscitato reazioni immediate, con il titolo di Prosiebensat che ha registrato forti movimenti alla Borsa di Francoforte e quello di Mfe che ha visto crescere l’attenzione degli investitori.
Il raggiungimento di questa soglia è altamente significativo. In Germania, come in molti altri Paesi europei, il superamento del 75% conferisce al socio di maggioranza poteri decisivi nella gestione societaria, compresa la possibilità di approvare modifiche statutarie e di influenzare in maniera determinante le scelte strategiche. Mfe diventa quindi il vero padrone di Prosiebensat, con la facoltà di guidarne l’evoluzione industriale e di integrarne i contenuti e i modelli di business nella propria visione complessiva.
La strategia perseguita da Mfe non nasce oggi. Da anni il gruppo italiano ha messo nel mirino il mercato televisivo tedesco, riconoscendone il valore strategico per peso economico, centralità in Europa e potenziale di crescita. Prosiebensat, nonostante difficoltà recenti legate alla frammentazione del mercato pubblicitario e all’ascesa delle piattaforme streaming globali, rappresenta un asset di grande rilievo, con canali televisivi diffusi capillarmente e una forte riconoscibilità presso il pubblico tedesco.
L’operazione assume un significato politico oltre che economico. L’Italia, attraverso Mfe, conquista un’influenza diretta sul principale gruppo televisivo commerciale tedesco, in un contesto in cui i rapporti tra media e politica restano centrali. Per la famiglia Berlusconi, il rafforzamento in Germania è anche un modo per consolidare l’eredità di Silvio Berlusconi come imprenditore visionario che ha saputo intuire l’importanza dei media nel plasmare società e mercati.
Le ricadute industriali sono molteplici. Il controllo su Prosiebensat permette a Mfe di avviare un processo di integrazione che potrebbe portare a sinergie nei contenuti, nelle piattaforme pubblicitarie e nelle produzioni. In un mondo dominato da colossi globali come Netflix, Amazon e Disney, l’unione di forze tra operatori televisivi europei viene vista come l’unica strada per restare competitivi. Mfe immagina un network continentale in grado di offrire contenuti localizzati ma con capacità di investimento paragonabili a quelle dei giganti americani.
Gli analisti sottolineano che il superamento del 75% rappresenta anche un banco di prova per la governance. Prosiebensat, pur attraversando una fase difficile, resta una società quotata con una pluralità di azionisti minoritari che guardano con attenzione alle mosse di Mfe. La sfida sarà conciliare il controllo totale con la necessità di mantenere rapporti costruttivi con il mercato e con le istituzioni tedesche, storicamente attente a preservare l’autonomia dei propri media da influenze straniere.
Sul piano finanziario, l’operazione rafforza la posizione di Mfe ma apre anche interrogativi sulla sostenibilità del debito e sugli investimenti necessari per rilanciare Prosiebensat. Il mercato pubblicitario tradizionale è in calo e la concorrenza dello streaming impone scelte rapide e coraggiose. Mfe dovrà decidere se puntare su un modello di integrazione forte, con la creazione di piattaforme comuni a livello europeo, o se mantenere strategie differenziate nei vari mercati nazionali.
La politica tedesca osserva con attenzione. Non mancano voci critiche che vedono nell’ingresso così massiccio di un gruppo straniero un rischio per l’indipendenza editoriale. Al tempo stesso, c’è chi considera l’arrivo di Mfe come un’opportunità per rafforzare un’azienda che negli ultimi anni ha perso terreno e che ha bisogno di un nuovo slancio per affrontare le sfide globali. La Commissione europea, dal canto suo, potrebbe essere chiamata a valutare eventuali implicazioni legate alla concorrenza e alla concentrazione dei media.
Per Mfe, il successo di questa scalata rappresenta il coronamento di una strategia di lungo periodo e un passo decisivo verso la costruzione di un polo televisivo europeo. La visione è chiara: creare un network capace di competere non solo a livello nazionale, ma anche su scala continentale, con un’offerta di contenuti, pubblicità e tecnologie che possa rappresentare un’alternativa credibile alle piattaforme americane.
Il futuro dirà se questa mossa segnerà davvero la nascita di un nuovo gigante europeo dei media o se resterà un’operazione di portata limitata alle dinamiche finanziarie e di governance. Quel che è certo è che con il superamento del 75%, Mfe ha dimostrato la propria determinazione a giocare un ruolo da protagonista nella partita dei media globali, riportando al centro del dibattito il tema dell’autonomia e della competitività dell’industria audiovisiva europea.

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