La famiglia genovese mette in vendita Slam: il marchio storico della vela verso una nuova proprietà
- piscitellidaniel
- 23 set
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Il marchio Slam, nato a Genova e simbolo dell’abbigliamento tecnico per la vela e il tempo libero, è ufficialmente sul mercato. La proprietà, legata alla famiglia genovese che lo ha rilanciato negli ultimi anni, ha deciso di avviare il processo di vendita, aprendo così una nuova fase per un brand che ha attraversato decenni di successi sportivi, commerciali e di immagine, consolidandosi come uno dei riferimenti internazionali nel settore della nautica e dello sportswear.
L’azienda, fondata nel 1979 nel capoluogo ligure, ha costruito la propria identità sulla vicinanza al mondo della vela professionistica. Le prime collezioni erano destinate a velisti e regatanti che necessitavano di capi tecnici ad alte prestazioni, resistenti all’acqua, al vento e alle condizioni più difficili. Nel tempo, grazie a collaborazioni con equipaggi di Coppa America e a partnership con competizioni veliche di prestigio, Slam è riuscita a trasformarsi in un marchio di lifestyle riconosciuto anche fuori dagli ambiti sportivi, attirando un pubblico più ampio che apprezza l’estetica legata al mare e la qualità dei materiali.
Negli ultimi anni la società era passata sotto il controllo di investitori privati genovesi, che avevano puntato su un rilancio fondato sul rafforzamento della rete distributiva e su una maggiore penetrazione nei mercati esteri. Sono stati aperti store in diverse città europee e mediterranee, mentre la presenza online ha assunto un ruolo crescente, con investimenti in e-commerce e comunicazione digitale. Nonostante la pandemia e le difficoltà globali della moda, Slam ha mantenuto un profilo competitivo, con ricavi in crescita e un miglioramento della marginalità.
La decisione di mettere in vendita l’azienda sembra derivare dalla volontà della proprietà di valorizzare il marchio in un momento in cui le condizioni di mercato e il crescente interesse per lo sportswear tecnico possono favorire l’ingresso di nuovi partner industriali o finanziari. Le valutazioni preliminari indicano che Slam rappresenta un asset appetibile, grazie al suo forte posizionamento identitario, alla fedeltà del pubblico di riferimento e al potenziale ancora inesplorato nei mercati emergenti e nel segmento casual di fascia medio-alta.
Gli advisor incaricati stanno sondando l’interesse di gruppi internazionali della moda e dello sportswear, oltre a fondi di private equity che hanno già mostrato attenzione verso brand sportivi con forte legame territoriale e riconoscibilità globale. La tendenza degli ultimi anni mostra che molti fondi sono alla ricerca di marchi di nicchia con un’identità chiara, capaci di generare valore in sinergia con altri portafogli o di crescere rapidamente grazie a investimenti mirati in marketing e distribuzione.
Dal punto di vista strategico, Slam si trova in una posizione interessante. Il mondo della vela resta un bacino fondamentale, con eventi sportivi di rilievo che garantiscono visibilità internazionale e rafforzano il legame con un pubblico appassionato e fedele. Allo stesso tempo, l’espansione verso il lifestyle e il tempo libero offre margini di crescita significativi, intercettando consumatori che cercano prodotti di qualità legati a un immaginario sportivo ed esclusivo, senza necessariamente praticare la vela. In questo senso, Slam potrebbe seguire il percorso intrapreso da altri marchi tecnici diventati icone di moda urbana.
Sul fronte economico, le ultime stagioni hanno mostrato segnali di consolidamento. Nonostante i costi delle materie prime e le sfide logistiche legate al contesto internazionale, l’azienda ha registrato un rafforzamento dei conti e una buona resilienza, sostenuta anche dal turismo nautico e dal ritorno delle grandi competizioni veliche dopo le restrizioni pandemiche. L’Italia rappresenta ancora il mercato principale, ma la quota estera è in crescita, trainata da Francia, Spagna e paesi del Mediterraneo, con un potenziale di ulteriore espansione in Nord Europa e Stati Uniti.
La messa in vendita apre ora una fase delicata, in cui si intrecciano valutazioni economiche, prospettive di sviluppo e scelte di posizionamento. La sfida sarà quella di individuare un acquirente capace di preservare l’identità ligure del marchio, continuando a valorizzarne il legame con Genova e con la vela, e al tempo stesso di garantire investimenti sufficienti a sostenerne la crescita internazionale. Non mancano, infatti, i timori che un passaggio di proprietà a un grande gruppo possa snaturare parte dell’anima originaria del brand, sebbene le opportunità di crescita derivanti da una struttura più solida siano evidenti.
Le prossime settimane saranno decisive per capire chi si farà avanti con offerte concrete. L’interesse c’è già da parte di alcuni operatori esteri, ma non è escluso che possano emergere anche cordate italiane interessate a mantenere la proprietà nel Paese. Il percorso si preannuncia competitivo, perché il settore dello sportswear tecnico è in forte fermento e il nome Slam continua a godere di un riconoscimento immediato non solo tra i velisti, ma anche tra chi associa il marchio allo stile nautico e a un’immagine di qualità legata al mare e all’avventura.

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