La Casa Bianca avverte: chi ostacola gli ordini di Trump può essere perseguito, anche se giudice della Corte Suprema
- piscitellidaniel
- 28 apr
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La Casa Bianca ha recentemente dichiarato che chiunque ostacoli gli ordini del presidente Donald Trump potrebbe essere perseguito penalmente, inclusi i giudici della Corte Suprema. Questa affermazione è stata fatta dalla portavoce Karoline Leavitt durante una conferenza stampa, in risposta all'arresto della giudice della contea di Milwaukee, Hannah Dugan, accusata di aver ostacolato l'FBI nell'arresto di un immigrato clandestino nel suo tribunale. Leavitt ha sottolineato che nessuno è al di sopra della legge e che l'amministrazione Trump è determinata a perseguire chiunque interferisca con l'applicazione delle politiche federali.
L'arresto della giudice Dugan ha suscitato preoccupazioni tra gli esperti legali e i difensori dei diritti civili, che vedono in questa azione un tentativo di intimidire il potere giudiziario e minare l'indipendenza della magistratura. Secondo il Washington Post, l'arresto è stato promosso dall'Attorney General Pam Bondi e dal direttore dell'FBI Kash Patel, entrambi nominati da Trump, e ampiamente pubblicizzato sui media e sui social network. Critici sostengono che questa mossa faccia parte di una strategia più ampia per consolidare il potere esecutivo e reprimere l'opposizione.
Questa dichiarazione della Casa Bianca arriva in un contesto di crescenti tensioni tra l'amministrazione Trump e il sistema giudiziario. Recentemente, la Corte Suprema ha emesso un'ordinanza d'emergenza per fermare la deportazione di migranti venezuelani, segnando una delle più forti opposizioni alle politiche migratorie dell'amministrazione Trump. Inoltre, la Corte ha stabilito che i presidenti hanno l'immunità da procedimenti penali per atti ufficiali, ma non per atti privati, una decisione che ha suscitato dibattiti sulla portata dei poteri presidenziali.
L'amministrazione Trump ha anche intensificato la sua campagna contro le città santuario e ha minacciato di arrestare funzionari locali che non collaborano con le autorità federali sull'immigrazione. Secondo Politico, il consigliere per la sicurezza delle frontiere, Tom Homan, ha avvertito gli immigrati clandestini di auto-deportarsi o affrontare procedimenti penali, sottolineando che il mancato aggiornamento delle informazioni con il Dipartimento della Sicurezza Interna sarà considerato un reato.
Queste azioni hanno sollevato preoccupazioni tra gli esperti legali e i difensori dei diritti civili, che vedono in queste misure un tentativo di intimidire il potere giudiziario e minare l'indipendenza della magistratura. Secondo il Washington Post, l'arresto della giudice Dugan è stato promosso dall'Attorney General Pam Bondi e dal direttore dell'FBI Kash Patel, entrambi nominati da Trump, e ampiamente pubblicizzato sui media e sui social network. Critici sostengono che questa mossa faccia parte di una strategia più ampia per consolidare il potere esecutivo e reprimere l'opposizione.
La situazione attuale evidenzia un'escalation nelle tensioni tra il potere esecutivo e quello giudiziario negli Stati Uniti. Mentre l'amministrazione Trump continua a perseguire una linea dura sull'immigrazione e a rafforzare i poteri presidenziali, le istituzioni giudiziarie cercano di mantenere l'equilibrio dei poteri e proteggere i diritti civili. La comunità internazionale e gli osservatori interni rimangono in allerta, monitorando gli sviluppi e le implicazioni di queste politiche sulla democrazia americana.

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