ItalyX espande l’eccellenza manifatturiera italiana: oltre 200 aziende aderenti e focus sull’apertura ai mercati arabi
- piscitellidaniel
- 7 ott
- Tempo di lettura: 4 min
Il progetto ItalyX si conferma come una delle iniziative di certificazione più ambiziose in Italia per valorizzare la “italianità” delle imprese manifatturiere e sostenerne l’apertura internazionale. Lanciato da Il Sole 24 Ore in collaborazione con Confindustria, il servizio propone un disciplinare rigoroso, un audit indipendente e un pacchetto di visibilità per le aziende che rispettano i valori del made in Italy: ricerca della qualità, innovazione, design, attenzione al dettaglio e identità del brand. Dopo un avvio che ha raccolto decine di aziende certificate nei primi mesi, il progetto ha ora superato la soglia delle 200 imprese aderenti, consolidandosi come strumento credibile di reputazione e strategia internazionale.
Uno degli elementi centrali che caratterizzerà la fase successiva è il rafforzamento del legame con i Paesi arabi. A questo proposito, Il Sole 24 Ore ha siglato un accordo biennale con la Joint Italian Arab Chamber of Commerce (JIACC), che estende il supporto alle aziende certificate nel processo di internazionalizzazione verso il mondo arabo. Attraverso questa partnership, le imprese ItalyX potranno accedere al network della JIACC, ricevere assistenza sui rapporti commerciali con i Paesi del Golfo, partecipare a iniziative promozionali e godere di strumenti di visibilità specifici per quei mercati. Il patto è stato stipulato in occasione della visita in Italia del Saudi-Italian Business Council, con l’obiettivo di facilitare connessioni tra imprese italiane e protagonisti economici dell’Arabia Saudita e del resto del Medio Oriente.
Nel dettaglio, ItalyX ha definito due categorie di riferimento per l’adesione: le PMI con fatturato fino a 50 milioni di euro e le grandi imprese con fatturato superiore a quella soglia. Le aziende interessate entrano in un percorso articolato in tre fasi: verifica documentale e audit interno da parte di ente terzo, rilascio della certificazione e attivazione degli strumenti promozionali associati — brand book, kit media, spazi editoriali sul gruppo 24 Ore, partecipazione a eventi dedicati. In poco tempo la certificazione è cresciuta: nei primi quattro mesi del 2024 erano già 29 le aziende certificate, rappresentanti un fatturato aggregato superiore a 1,2 miliardi. Ora, con oltre 200 imprese in adesione, il progetto può attingere a un bacino molto più ampio di casi-studio e storie di successo.
I settori più rappresentati nel portale ItalyX sono quelli dell’agroalimentare, della metallurgia, dell’elettronica, dei macchinari, del mobile, del tessile e dei materiali plastici. Tra le imprese certificate figurano brand consolidati come De Cecco, EMU, Caffè Carraro, affiancati da PMI che hanno trovato nella certificazione un modo per consolidare il proprio posizionamento nei mercati esteri. La varietà settoriale dimostra che l’italianità non è una dimensione specifica di un comparto, ma può essere un fattore trasversale competitivo se ben incarnata.
Uno dei vantaggi strategici del certificato ItalyX è che non si limita ad attribuire un logo: con esso l’azienda entra nel sistema di promozione del Gruppo 24 Ore, con campagne editoriali, visibilità nei media del gruppo, partecipazione a iniziative internazionali, inserimento in network di buyer e stakeholder e possibilità di accedere a opportunità di comunicazione sponsorizzata legata all’eccellenza italiana. In questo modo, la certificazione diventa leva di marketing e strumento di credibilità nei rapporti con clienti, partner e importatori internazionali.
Il dialogo con i Paesi arabi è un asse su cui ItalyX punta molto. L’Arabia Saudita, ad esempio, sta compiendo una trasformazione strutturale che passa anche dal rafforzamento del comparto manifatturiero e dalla diversificazione economica. Le imprese italiane, con la certificazione ItalyX, possono offrire non solo prodotti, ma competenze, design, tecnologie e partnership locali. La collaborazione con la JIACC consente di calare l’eccellenza italiana in contesti normativi, culturali e logistici arabi, facilitando il dialogo con istituzioni, operatori e investitori locali.
Naturalmente, la sfida consiste nella credibilità: il marchio ItalyX deve avere reale valore percepito, non essere un bollino simbolico. Ciò richiede che l’audit sia rigoroso, che i criteri siano trasparenti, che la certificazione sia difesa da abusi e che le imprese certificate mantengano – nel tempo – gli standard richiesti. La periodicità della validità, gli aggiornamenti del disciplinare e il controllo post-certificazione saranno elementi chiave per preservare la reputazione del marchio e la fiducia nel mercato globale.
Con la crescita delle adesioni e il rafforzamento delle relazioni internazionali, ItalyX può evolvere da strumento di branding a piattaforma di supporto strategico all’export. Le aziende certificate potranno entrare in missioni commerciali, fiere internazionali, programmi di promozione bilaterale, partenariati tecnologici e accordi con network arabi, utilizzando la certificazione non solo come etichetta, ma come passaporto commerciale.
Sul versante competitivo, la proposta ItalyX si inserisce in un panorama internazionale di certificazioni geo-mercato (ad esempio “Made in Italy”, “Design Italia”, “Origine Controllata”), ma si distingue per l’integrazione con media, network industriali e strumenti di visibilità. Il suo successo dipende da quanto saprà tradurre la certificazione in opportunità concrete per le imprese: nuove commesse, filiere, riconoscibilità nel mercato di nicchia e premi di prezzo in export.
L’obiettivo ambizioso per il prossimo futuro è far diventare ItalyX un brand riconosciuto non solo in Italia, ma “sugli scaffali del mondo arabo e oltre”, un segnale certo di affidabilità, italianità e qualità che accompagni l’impresa italiana nel suo percorso globale.

Commenti