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Il made in Italy conquista l’Australia: la modenese Usco acquisisce Schlam e rafforza la sua leadership globale

Il marchio italiano continua a imporsi nei mercati internazionali, questa volta con un’operazione che porta la firma di Usco, gruppo modenese specializzato nella produzione e distribuzione di ricambi e componenti per macchine movimento terra e industriali. L’azienda ha annunciato l’acquisizione della società australiana Schlam, realtà leader nel settore dei servizi e delle soluzioni per l’industria mineraria, con sede in Western Australia. L’operazione conferma la vocazione internazionale del made in Italy industriale e testimonia la capacità delle imprese emiliane di competere con successo anche nei settori più complessi e globalizzati.


L’acquisizione di Schlam rappresenta un passo strategico di grande rilievo. La società australiana è considerata un punto di riferimento per l’industria mineraria, con un’offerta che spazia dalla progettazione e produzione di cassoni per autocarri destinati alle miniere fino ai servizi di manutenzione e assistenza tecnica. Il know-how sviluppato in decenni di attività ha reso Schlam un partner privilegiato per i grandi gruppi minerari che operano nel continente, dove l’estrazione di minerali come ferro, carbone e litio costituisce uno dei pilastri dell’economia nazionale.


Per Usco, l’operazione significa inserirsi in un mercato strategico e ad altissimo potenziale. L’Australia, infatti, è oggi uno dei maggiori produttori mondiali di materie prime minerarie, con esportazioni che alimentano le filiere industriali di Cina, India, Giappone e molte altre economie asiatiche. La presenza diretta in questo contesto consente al gruppo modenese non solo di ampliare la propria rete di clienti, ma anche di consolidare il proprio ruolo di fornitore globale, capace di offrire soluzioni integrate e di qualità in ogni parte del mondo.


L’acquisizione risponde inoltre a una logica di complementarietà. Mentre Usco porta con sé un’esperienza consolidata nel campo dei ricambi e dei componenti per macchine movimento terra, Schlam offre un know-how specifico legato all’industria mineraria, con prodotti e servizi sviluppati per resistere a condizioni estreme e a cicli di lavoro particolarmente intensi. La sinergia tra le due realtà permetterà di sviluppare nuove soluzioni tecnologiche, migliorare l’efficienza produttiva e offrire ai clienti un pacchetto ancora più completo.


Sul piano industriale, l’operazione rafforza ulteriormente la posizione di Usco come player globale. Già presente con filiali e stabilimenti in Europa, Nord e Sud America, Asia e Africa, il gruppo modenese aggiunge ora l’Australia alla sua mappa internazionale, completando un percorso di espansione che lo porta a presidiare i principali mercati del pianeta. L’obiettivo dichiarato è quello di diventare sempre più un punto di riferimento non solo per la fornitura di ricambi, ma per soluzioni integrate in grado di supportare i clienti lungo tutto il ciclo di vita delle macchine.


Il successo di un’operazione di questo tipo risiede anche nella solidità finanziaria del gruppo italiano. Negli ultimi anni Usco ha registrato una crescita costante, con un fatturato in espansione e una capacità di investimento che le ha permesso di guardare con ambizione ai mercati esteri. L’acquisizione di Schlam rappresenta quindi non un punto di arrivo, ma una tappa intermedia di una strategia di crescita che guarda già a ulteriori sviluppi.


Dal punto di vista occupazionale, l’accordo avrà effetti significativi sia in Italia sia in Australia. A Modena e negli altri stabilimenti italiani si prevede un aumento della produzione e della domanda di componenti, mentre in Australia l’integrazione con Schlam garantirà nuove opportunità di lavoro e il mantenimento delle competenze locali. L’operazione, infatti, non prevede uno smantellamento della struttura australiana, ma anzi mira a valorizzarne le professionalità e a potenziarne la capacità produttiva.


L’ingresso in un settore chiave come quello minerario è inoltre un segnale importante della capacità del made in Italy di diversificarsi e di competere su terreni non tradizionali. L’Italia è conosciuta nel mondo per la moda, il design, l’alimentare e l’automotive, ma realtà come Usco dimostrano che anche nell’industria pesante e nelle soluzioni tecnologiche avanzate le imprese italiane sanno giocare un ruolo da protagoniste. Questa acquisizione diventa quindi anche un’occasione per rafforzare l’immagine complessiva dell’Italia come paese capace di innovare in ogni settore produttivo.


Il contesto globale rende l’operazione ancora più rilevante. In un momento in cui le catene di approvvigionamento sono sottoposte a pressioni crescenti, sia per motivi geopolitici sia per le sfide legate alla transizione energetica, avere una presenza diretta nei luoghi chiave della produzione di materie prime rappresenta un vantaggio competitivo enorme. Con l’acquisizione di Schlam, Usco si assicura un accesso privilegiato a un settore destinato a restare centrale per l’economia mondiale nei prossimi decenni.


La decisione di puntare sull’Australia, infine, riflette una visione a lungo termine. Le prospettive di crescita del settore minerario sono legate non solo alla domanda tradizionale di ferro e carbone, ma anche alla crescente necessità di materie prime per la transizione verde. Litio, cobalto, rame e altri metalli rari sono fondamentali per la produzione di batterie, pannelli solari e tecnologie legate all’energia rinnovabile. L’accesso a questi mercati pone Usco in una posizione privilegiata per intercettare le grandi trasformazioni in corso.


Con questa acquisizione, il gruppo modenese dimostra che l’internazionalizzazione non è solo una scelta economica, ma anche una visione strategica che consente alle imprese italiane di crescere, innovare e competere su scala globale. La sfida sarà ora integrare le due realtà, sfruttare le sinergie e continuare a investire in ricerca e sviluppo per mantenere un vantaggio competitivo in un settore in rapida evoluzione.

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