Farmaci e cantieristica navale trainano l’export italiano: i settori che guidano la ripresa
- piscitellidaniel
- 15 set
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L’export italiano, dopo un periodo di rallentamento legato alle tensioni internazionali e al calo della domanda in alcuni mercati chiave, ritrova slancio grazie alla performance di due comparti strategici: l’industria farmaceutica e la cantieristica navale. Secondo gli ultimi dati disponibili, la crescita registrata in questi settori ha contribuito in modo determinante a bilanciare la debolezza di altri comparti manifatturieri, confermando la capacità del sistema produttivo italiano di adattarsi e di trovare nuove traiettorie di sviluppo.
L’industria farmaceutica continua a rappresentare un pilastro dell’economia nazionale, non solo per il valore aggiunto generato, ma anche per l’impatto occupazionale e l’alto livello tecnologico che caratterizza la produzione. Le esportazioni di medicinali e principi attivi hanno conosciuto un incremento sostenuto, spinto sia dalla domanda internazionale di prodotti innovativi, sia dal consolidamento del ruolo dell’Italia come hub europeo per la produzione farmaceutica. Le grandi multinazionali hanno rafforzato la loro presenza nel Paese, mentre le aziende italiane di medie dimensioni hanno guadagnato quote di mercato in aree come l’Asia e l’America Latina, dove la crescita demografica e l’aumento della spesa sanitaria creano nuove opportunità.
Parallelamente, la cantieristica navale ha registrato una performance straordinaria, trainata soprattutto dal segmento delle grandi navi da crociera e da quello degli yacht di lusso. L’Italia si conferma leader mondiale nella progettazione e nella costruzione di imbarcazioni ad alta tecnologia, grazie a un mix di competenze artigianali e di innovazione industriale che trova pochi rivali al mondo. I cantieri italiani hanno acquisito nuovi ordini da compagnie internazionali, con consegne programmate per i prossimi anni che garantiscono un portafoglio lavori solido e una prospettiva di crescita duratura.
Questi due comparti, pur molto diversi tra loro, condividono alcune caratteristiche che spiegano il loro successo. Entrambi operano su scala globale, intercettando una domanda meno soggetta alle oscillazioni cicliche interne. Entrambi si basano su competenze altamente specializzate, difficilmente replicabili da altri Paesi. E soprattutto entrambi hanno saputo innovare, introducendo soluzioni tecnologiche avanzate che rispondono alle esigenze dei clienti e alle normative più stringenti, dalla sostenibilità ambientale alla sicurezza.
L’export farmaceutico è stato favorito anche dalle politiche europee volte a rafforzare la resilienza sanitaria dopo la pandemia. La necessità di diversificare le catene di approvvigionamento e di ridurre la dipendenza da Paesi extraeuropei ha spinto molte aziende a consolidare la produzione in Europa, premiando i poli italiani che offrono capacità produttiva e affidabilità. La cantieristica, invece, ha beneficiato della ripresa del turismo crocieristico e della crescita della domanda di imbarcazioni di lusso, sostenuta da una clientela internazionale che continua a investire in beni esclusivi nonostante le incertezze macroeconomiche.
Accanto a farmaci e navi, anche altri settori hanno contribuito, seppur in misura minore, al recupero dell’export. La meccanica strumentale, tradizionale eccellenza italiana, ha mantenuto un buon livello di competitività, mentre il settore agroalimentare ha consolidato la sua presenza sui mercati esteri grazie alla forza del made in Italy. Tuttavia, è evidente che la spinta principale alla crescita recente proviene proprio dai due comparti che meglio rappresentano la capacità italiana di coniugare innovazione e tradizione.
Il rafforzamento dell’export non solo sostiene la bilancia commerciale, ma contribuisce anche a mitigare l’impatto del rallentamento della domanda interna. In un contesto segnato da inflazione e incertezza geopolitica, la possibilità di contare su settori in forte espansione internazionale rappresenta un elemento di stabilità e una garanzia di crescita futura.
Il successo di farmaci e cantieristica navale pone infine una questione strategica: come valorizzare questi settori per costruire un modello di sviluppo più equilibrato e sostenibile? Investire nella ricerca, nella formazione e nelle infrastrutture logistiche diventa cruciale per consolidare i risultati e ampliare le opportunità. L’Italia ha dimostrato di poter competere ai massimi livelli globali; la sfida ora è mantenere questo vantaggio e trasformarlo in un volano per l’intero sistema produttivo.

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