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Disastro aereo Air India: motori spenti prima dello schianto, l’inchiesta solleva interrogativi sulla sicurezza e sulla formazione dei piloti

Nuovi dettagli emergono dall’inchiesta sull’incidente aereo che ha coinvolto un Airbus A320neo della compagnia Air India Express, precipitato lo scorso 9 maggio durante la fase di atterraggio all’aeroporto internazionale di Kozhikode, nello Stato del Kerala. Secondo quanto emerso dai dati delle scatole nere e dalle prime conclusioni tecniche rese pubbliche dalla Direzione generale dell’aviazione civile indiana (DGCA), entrambi i motori dell’aereo erano spenti al momento dell’impatto con il suolo. L’ipotesi al vaglio degli investigatori è che si sia trattato di un errore umano: i piloti avrebbero involontariamente portato i motori al minimo, o addirittura in posizione di spegnimento, durante una manovra critica.


L’incidente ha causato la morte di almeno tre persone e il ferimento di decine di passeggeri, molti dei quali in gravi condizioni. L’aereo, proveniente da Dubai, trasportava 176 persone tra passeggeri ed equipaggio. Al momento dell’atterraggio l’aeroporto di Kozhikode era interessato da forti piogge monsoniche, con visibilità ridotta e pista scivolosa. Secondo la ricostruzione fornita dai registratori di volo, l’aeromobile ha toccato terra in modo irregolare, è rimbalzato più volte, ha superato la fine della pista e si è spezzato in più sezioni. La dinamica è stata aggravata dall’assenza di propulsione, che ha impedito ai piloti di effettuare una riattaccata o una manovra correttiva per evitare l’uscita di pista.


Analisi tecnica e ipotesi di errore umano

Le indagini condotte dalla DGCA si sono concentrate sui dati tecnici relativi al funzionamento dei motori, alla configurazione dei comandi e alle comunicazioni tra i membri dell’equipaggio. Secondo le informazioni emerse, al momento del secondo contatto con la pista entrambi i motori risultavano spenti. L’analisi dei parametri di volo suggerisce che i piloti, nel tentativo di contrastare l’effetto “float” dopo il primo rimbalzo, avrebbero gestito manualmente la spinta dei motori, portandoli accidentalmente nella posizione di “fuel cutoff”, ovvero di spegnimento del flusso di carburante.


Questo tipo di errore, se confermato, indicherebbe un problema nella formazione specifica dei piloti per la gestione di atterraggi instabili su piste corte in condizioni meteorologiche avverse. Gli esperti del settore segnalano che l’A320neo è dotato di sistemi di protezione elettronica che dovrebbero prevenire manovre errate, ma tali sistemi possono essere superati in modalità manuale, lasciando il margine a errori umani. La questione solleva dubbi sull’adeguatezza dei programmi di addestramento e sulla pressione operativa cui sono sottoposti gli equipaggi delle compagnie low cost in India, tra le più dinamiche ma anche tra le più esposte a criticità operative.


Criticità strutturali e pista già sotto osservazione

L’aeroporto di Kozhikode, dove è avvenuto lo schianto, è da tempo al centro di polemiche per la sua pista cosiddetta “tabletop”, costruita su un’altura con poco margine laterale e longitudinale. Questo tipo di configurazione richiede atterraggi estremamente precisi, con spazi di frenata limitati e rischio elevato in caso di escursione dalla pista. Già nel 2010 un volo Air India Express era precipitato all’aeroporto di Mangalore, anch’esso dotato di pista tabletop, causando la morte di 158 persone. Dopo quel disastro, numerosi esperti avevano chiesto un ripensamento delle autorizzazioni per l’utilizzo commerciale di scali con simili caratteristiche, soprattutto in condizioni meteorologiche critiche.


La pista di Kozhikode ha subito nel tempo lavori di manutenzione e adeguamento, ma nonostante ciò è rimasta tra le più problematiche dell’India meridionale. La presenza di ostacoli naturali, la scarsità di vie di fuga e l’altitudine rispetto al terreno circostante la rendono particolarmente insidiosa in caso di atterraggi fuori standard. L’autorità aeroportuale ha difeso l’idoneità dello scalo, ma dopo l’incidente è stata avviata una nuova ispezione per verificare il rispetto delle condizioni operative stabilite dall’ICAO e dal ministero dell’aviazione civile indiano.


Implicazioni per Air India Express e per il gruppo Tata

Air India Express è una sussidiaria della compagnia Air India, recentemente tornata sotto il controllo del gruppo Tata dopo anni di gestione statale fallimentare. L’incidente rappresenta una battuta d’arresto per la strategia di rilancio del marchio, che punta a conquistare il segmento del traffico regionale e internazionale a medio raggio, soprattutto verso il Golfo Persico e il Sud-Est asiatico. Il gruppo Tata ha investito massicciamente nel rinnovo della flotta, nell’integrazione tra Air India e Vistara e nella razionalizzazione del personale, ma eventi come quello di Kozhikode rischiano di minare la fiducia del pubblico e di rallentare l’espansione programmata.


Secondo quanto riferito da fonti vicine alla compagnia, i vertici di Air India Express avrebbero avviato un audit interno per esaminare i protocolli di sicurezza e i programmi di addestramento dei piloti. Saranno inoltre riviste le politiche di gestione del rischio meteorologico, con l’adozione di nuovi criteri per la selezione delle piste e l’introduzione di vincoli più severi per l’atterraggio in condizioni sfavorevoli. La DGCA, da parte sua, ha già ordinato la revisione dei manuali operativi e la simulazione obbligatoria di scenari critici per tutti gli equipaggi attivi su tratte ad alto rischio.


Reazioni pubbliche e riflessi sull’opinione internazionale

L’incidente ha suscitato forti reazioni nell’opinione pubblica indiana, già sensibilizzata da precedenti tragedie aeree. Familiari delle vittime e associazioni di passeggeri hanno chiesto un’inchiesta indipendente e trasparente, accusando la compagnia di aver sottovalutato i rischi operativi e di non aver fornito sufficienti spiegazioni immediate sull’accaduto. Le autorità, pur mantenendo il riserbo sull’indagine in corso, hanno promesso la massima collaborazione e hanno istituito un fondo di sostegno per le famiglie colpite, ma le critiche non si placano.


A livello internazionale, l’episodio ha riportato l’attenzione sulla sicurezza dell’aviazione civile indiana, in una fase di forte espansione economica e di intensificazione del traffico aereo. L’India è oggi uno dei mercati più promettenti per il trasporto aereo, ma anche uno dei più complessi da gestire, per via delle disparità infrastrutturali, della pressione competitiva e delle condizioni climatiche estreme in molte regioni del subcontinente. L’inchiesta su Air India Express diventerà quindi un banco di prova non solo per la compagnia coinvolta, ma per l’intero sistema dell’aviazione civile indiana, chiamato a dimostrare standard operativi in linea con le migliori pratiche internazionali.

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