Crollo delle borse asiatiche: l’effetto dei nuovi dazi USA scuote i mercati globali
- Luca Baj

- 3 feb 2025
- Tempo di lettura: 2 min
L’annuncio dell’amministrazione Trump sull’imposizione di nuovi dazi su Canada, Messico e Cina ha scatenato un terremoto finanziario sui mercati globali. Le nuove tariffe prevedono un aumento del 25% su alcuni prodotti importati da Canada e Messico e del 10% su una selezione di beni cinesi, colpendo in particolare i settori manifatturiero, tecnologico e automobilistico. Questa decisione ha generato un’ondata di vendite nelle principali piazze finanziarie, con le borse asiatiche che hanno subito perdite significative. A Tokyo, il Nikkei ha chiuso in calo del 2,8%, mentre le borse di Hong Kong e Shanghai hanno registrato ribassi superiori al 3%, evidenziando il timore di una nuova guerra commerciale.
Le ripercussioni si sono fatte sentire anche in Europa, con un’apertura in netto ribasso per i principali listini. Piazza Affari ha avviato la seduta in territorio negativo, trascinata al ribasso dai titoli del comparto industriale e tecnologico. Stellantis e STMicroelectronics hanno subito perdite marcate, segno delle preoccupazioni degli investitori per l’impatto che i nuovi dazi avranno sulle catene di approvvigionamento globali. Anche il settore bancario ha mostrato segni di debolezza, con il timore che un rallentamento dell’economia mondiale possa influenzare negativamente la politica monetaria della Banca Centrale Europea.
Oltre ai mercati azionari, anche il comparto valutario ha subito forti oscillazioni. Il dollaro si è rafforzato sulle principali valute, mentre l’euro ha subito un lieve deprezzamento. Il mercato delle criptovalute ha reagito con grande volatilità: il Bitcoin ha registrato un calo del 6%, scendendo sotto la soglia dei 95.000 dollari, mentre l’Ether ha perso il 26%, evidenziando l’incertezza che caratterizza gli investitori in un contesto economico instabile.
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. I leader europei hanno espresso forte preoccupazione per la nuova ondata di protezionismo commerciale promossa dagli Stati Uniti. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha sottolineato che l’Europa è pronta a rispondere con misure analoghe, pur auspicando un ritorno al dialogo per evitare un’ulteriore escalation. Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito che l’Unione Europea non resterà a guardare di fronte a mosse che penalizzano le imprese europee, sottolineando la necessità di un’azione coordinata per proteggere l’industria del continente.
Queste dinamiche evidenziano quanto i mercati globali siano vulnerabili alle politiche commerciali internazionali. Gli investitori restano in attesa di ulteriori sviluppi, mentre le istituzioni finanziarie continuano a monitorare la situazione per valutare possibili interventi di stabilizzazione. I prossimi giorni saranno cruciali per comprendere se questa nuova tensione economica si trasformerà in una crisi più ampia o se sarà possibile trovare un compromesso diplomatico che eviti conseguenze più gravi sull’economia mondiale.


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