Como, Lecco e Sondrio uniscono le forze: nasce la Confindustria unica entro il 2027 per rafforzare il tessuto industriale lombardo
- piscitellidaniel
- 15 ott
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Il processo di integrazione tra le Confindustrie di Como, Lecco e Sondrio rappresenta uno dei progetti più ambiziosi per la riorganizzazione del sistema industriale lombardo. L’obiettivo è creare entro il 2027 una nuova struttura associativa capace di rappresentare in modo unitario le imprese dei tre territori, con una rete che supererà i duemila associati e un bacino produttivo di oltre novantamila lavoratori. Il percorso è già in fase avanzata, con un piano operativo che prevede la progressiva armonizzazione dei servizi, la definizione di una governance comune e la creazione di un’unica identità istituzionale e strategica.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che la frammentazione territoriale non è più sostenibile in un contesto economico in cui le filiere produttive si estendono oltre i confini provinciali. Como, Lecco e Sondrio condividono una forte vocazione manifatturiera e artigianale, ma con specializzazioni differenti che si completano a vicenda. Lecco è polo della meccanica e della metallurgia, Como eccelle nel tessile e nel design, Sondrio concentra la sua forza su energia, turismo e agroalimentare di qualità. Unire questi tre sistemi significa creare un asse industriale capace di competere a livello nazionale e internazionale con una voce unica, più autorevole e più riconoscibile.
Le ragioni economiche che spingono verso la fusione sono molteplici. L’industria lombarda è alle prese con sfide strutturali che richiedono dimensioni organizzative più forti: transizione energetica, digitalizzazione, formazione tecnica, difficoltà di reperimento della manodopera e necessità di attrarre investimenti. L’unione consentirà di affrontare questi temi con maggiore capacità di coordinamento e di interlocuzione con le istituzioni regionali ed europee, evitando duplicazioni e dispersioni di risorse. Le tre Confindustrie intendono così diventare un punto di riferimento per le imprese, in grado di fornire servizi integrati e di sviluppare progettualità condivise su innovazione, sostenibilità e internazionalizzazione.
Il piano di fusione prevede una roadmap chiara che si svilupperà in più fasi. Nei primi due anni verranno uniformati i regolamenti interni, i sistemi informativi e le strutture operative, mentre entro il 2026 sarà avviato il processo di elezione degli organi dirigenti unificati. La nuova associazione manterrà presidi territoriali nei tre capoluoghi, ma avrà una direzione generale con competenze trasversali e funzioni centralizzate per la rappresentanza istituzionale, la formazione e i servizi strategici. Questa impostazione punta a garantire prossimità alle imprese e, al tempo stesso, efficienza gestionale e forza contrattuale nelle relazioni con le controparti pubbliche e private.
Il contesto territoriale rende l’operazione particolarmente significativa. Le province di Como, Lecco e Sondrio costituiscono una delle aree a più alta densità imprenditoriale d’Italia, con un’economia basata su piccole e medie imprese, molte delle quali a conduzione familiare. Il valore aggiunto complessivo dei tre territori supera i trenta miliardi di euro e il tasso di esportazione è tra i più alti della regione. La fusione tra le tre Confindustrie, oltre a rappresentare una scelta di efficienza, è anche una risposta alla domanda crescente di rappresentanza unitaria da parte di un tessuto produttivo che vive di interconnessioni, subforniture e reti di filiera sempre più integrate.
L’industria meccanica e metallurgica lecchese, con il suo know-how tecnologico, potrà beneficiare di una sinergia naturale con il settore tessile e del design comasco, che oggi cerca sbocchi innovativi nella sostenibilità e nella manifattura digitale. Al tempo stesso, le imprese valtellinesi e valchiavennasche potranno valorizzare il proprio patrimonio energetico e ambientale attraverso collaborazioni industriali e logistiche più strutturate. L’aggregazione dei tre territori mira a creare un ecosistema economico unitario, dove le differenze diventano elementi di forza e non più di frammentazione.
Dal punto di vista istituzionale, il nuovo soggetto confindustriale potrà avere un ruolo decisivo nella programmazione regionale delle politiche industriali. Una rappresentanza più ampia e coesa consentirà di partecipare con maggiore peso ai tavoli decisionali sulla transizione digitale, sui progetti infrastrutturali e sugli incentivi alla formazione. La capacità di fare massa critica è considerata un requisito indispensabile anche per intercettare fondi europei e programmi di sostegno alla competitività.
La creazione di una Confindustria unica per Como, Lecco e Sondrio segna un passaggio storico anche nella cultura associativa del territorio. Il progetto non intende cancellare le identità locali, ma costruire una piattaforma comune per valorizzarle, mettendo in rete esperienze, competenze e relazioni già consolidate. Le tre associazioni condividono già alcuni servizi integrati in ambito legale, fiscale e formativo, e la fusione rappresenta l’evoluzione naturale di un percorso iniziato diversi anni fa.
Il nuovo polo industriale del Nord Lombardia potrà contare su un tessuto produttivo articolato, capace di unire tradizione e innovazione, artigianato e alta tecnologia. Le aziende coinvolte guardano con interesse al progetto, riconoscendo la necessità di presentarsi come un sistema coeso in un mercato sempre più globalizzato. La prospettiva al 2027 è quella di un modello associativo moderno, snello e competitivo, in grado di coniugare rappresentanza, efficienza e identità territoriale senza disperdere la ricchezza delle singole province.

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