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Coca-Cola lancia una nuova Diet con zucchero di canna su spinta di Trump: rivoluzione nel mercato delle bevande e sfida all’industria del mais

La Coca-Cola annuncia l’introduzione sul mercato statunitense di una nuova versione della Diet Coke dolcificata con zucchero di canna, segnando una svolta significativa nella strategia commerciale del colosso delle bibite e, al contempo, accogliendo una richiesta esplicita del presidente Donald Trump. Il lancio è previsto per l’autunno 2025 e si affiancherà alla classica formula attualmente in commercio, che utilizza lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio (HFCS), da decenni uno degli ingredienti simbolo delle bevande gassate statunitensi. La mossa ha un impatto che va ben oltre il semplice mercato alimentare: tocca la politica, la salute pubblica, la diplomazia economica e le dinamiche industriali legate alla produzione agricola americana.


La richiesta di Trump, formulata pubblicamente su Truth Social, ha avuto un effetto immediato. In un post reso virale, il presidente ha dichiarato di aver parlato direttamente con i vertici della Coca-Cola, spingendo per l’introduzione di una versione dolcificata “con vero zucchero di canna americano”, definendola “semplicemente migliore”. L’azienda, per voce dell’amministratore delegato James Quincey, ha confermato l’intenzione di immettere nel mercato statunitense una Diet Coke con questa nuova formula, già utilizzata in altri paesi come Messico, Regno Unito e Canada, dove lo zucchero raffinato è lo standard nei soft drink.


Negli Stati Uniti, l’utilizzo dell’HFCS nelle bibite risale agli anni ’80, in seguito a politiche agricole che incentivavano la produzione di mais. Il suo impiego massiccio è stato favorito da costi inferiori rispetto allo zucchero di canna, che negli USA è soggetto a dazi e quote d’importazione. La Coca-Cola, finora, aveva mantenuto la formula con HFCS per tutte le sue versioni americane, compresa la Diet, alimentando un dibattito mai sopito su salute, sapore e politica industriale.


Con la nuova Diet dolcificata con zucchero di canna, l’azienda cerca di intercettare le richieste di un segmento crescente di consumatori attenti alla qualità degli ingredienti e alla naturalità dei dolcificanti. Ma è anche una risposta diretta all’iniziativa della nuova amministrazione, che ha posto tra le sue priorità la revisione dell’industria alimentare americana, sotto il motto “Make America Healthy Again”. A capo del Dipartimento della Salute, il presidente ha nominato Robert F. Kennedy Jr., noto per le sue posizioni contro l’industria alimentare industriale e in particolare contro l’utilizzo di dolcificanti artificiali e derivati del mais, ritenuti corresponsabili di obesità e diabete negli Stati Uniti.


Kennedy ha definito lo sciroppo di mais “una trappola metabolica” e ha apertamente lodato la scelta della Coca-Cola, definendola “una vittoria per la salute dei cittadini”. Secondo gli esperti del Dipartimento, l’HFCS è presente in oltre il 60% dei prodotti alimentari confezionati negli Stati Uniti e contribuisce in modo significativo a squilibri nutrizionali. Il passaggio allo zucchero di canna, considerato un dolcificante meno elaborato e più facilmente metabolizzabile, viene visto come un primo passo verso una riforma alimentare più ampia.


La Corn Refiners Association, l’associazione che rappresenta i produttori di sciroppo di mais, ha reagito con durezza. In un comunicato ufficiale ha denunciato la decisione di Coca-Cola come “un pericoloso precedente” che potrebbe mettere a rischio migliaia di posti di lavoro nel Midwest e creare gravi distorsioni nel mercato agricolo. I produttori di mais rappresentano uno dei settori chiave dell’economia rurale americana, tradizionalmente alleato del Partito Repubblicano. La scelta di Trump di promuovere il ritorno allo zucchero di canna potrebbe dunque generare tensioni anche all’interno della sua base elettorale, già allertata dal calo dei prezzi del mais e dalle prospettive di un ribilanciamento delle sovvenzioni federali.


Dal punto di vista industriale, la nuova Diet Coke sarà proposta come alternativa premium, con packaging differenziato e posizionamento strategico nei punti vendita. Non è previsto il ritiro della versione tradizionale, ma l’azienda scommette su una progressiva conversione delle preferenze dei consumatori. La sperimentazione in altri mercati ha mostrato che la versione con zucchero di canna riscuote successo soprattutto tra i giovani adulti e tra i consumatori più attenti alle etichette. Sarà prodotta inizialmente in stabilimenti selezionati e distribuita su scala nazionale in lattine da 330 ml e bottiglie in vetro, per esaltarne la connotazione “gourmet”.


Le prime reazioni del mercato sono miste. Da un lato, gli analisti riconoscono a Coca-Cola il coraggio di affrontare un cambiamento che potrebbe ridefinire gli standard del settore. Dall’altro, alcuni investitori temono che l’introduzione della nuova versione possa confondere i consumatori o generare pressioni sui margini, a causa dell’aumento dei costi legati alla produzione e all’approvvigionamento dello zucchero.


Sotto il profilo internazionale, l’iniziativa ha già attirato l’attenzione di altre multinazionali del beverage. PepsiCo, principale concorrente di Coca-Cola, ha fatto sapere che “osserverà con interesse” l’andamento del lancio e valuterà possibili risposte di mercato. Anche aziende più piccole, che già da anni producono bevande “naturali” e “clean label”, potrebbero essere favorite da una generale risensibilizzazione dei consumatori sul contenuto reale delle bibite.


La nuova Diet Coke dolcificata con zucchero di canna arriva in un momento di rinnovato interesse per la riformulazione dei prodotti alimentari. Sull’onda dei trend salutistici, molte aziende stanno riducendo l’impiego di edulcoranti artificiali, coloranti e conservanti, cercando di ricostruire un rapporto di fiducia con il pubblico. Coca-Cola, con questa mossa, intende rimanere al centro di questo cambiamento e, allo stesso tempo, rafforzare la sua vicinanza alla leadership politica attuale. Non è escluso che, se l’esperimento avrà successo, anche altre varianti del brand – come la Coca-Cola Zero e la Cherry Coke – possano essere oggetto di future riformulazioni.

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