Cina e Taiwan: la complessa strada verso la riunificazione pacifica
- piscitellidaniel
- 10 mar
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Il 10 marzo 2025, la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha dichiarato che la Cina farà "il massimo sforzo" per realizzare una "riunificazione pacifica" con Taiwan, ma adotterà "ogni misura necessaria" per tutelare la sua integrità territoriale.
Il contesto storico delle relazioni tra Cina e Taiwan
Le tensioni tra la Repubblica Popolare Cinese e Taiwan risalgono al 1949, quando, al termine della guerra civile cinese, il governo nazionalista del Kuomintang si ritirò sull'isola di Taiwan, mentre i comunisti di Mao Zedong proclamavano la Repubblica Popolare Cinese sulla terraferma. Da allora, Pechino considera Taiwan una provincia ribelle destinata alla riunificazione, non escludendo l'uso della forza per raggiungere questo obiettivo.
Le recenti dichiarazioni di Pechino
La posizione espressa da Mao Ning riflette una linea già delineata in precedenza. Il ministro degli Esteri Wang Yi aveva affermato che Taiwan non sarebbe mai stata un "Paese" e che sostenere la sua "indipendenza" significava interferire negli affari interni della Cina.
Inoltre, Wu Qian, portavoce della delegazione dell'Esercito Popolare di Liberazione al Congresso Nazionale del Popolo, ha avvertito che "quanto più gli elementi dell'indipendenza di Taiwan creeranno problemi, tanto più stretta sarà la corda attorno al loro collo e tanto più affilata sarà la spada sulle loro teste". Ha esortato le autorità del Partito Democratico Progressista (al potere a Taipei) a fermarsi e tornare indietro, altrimenti rischiano di finire in un "vicolo cieco".
La posizione di Taiwan
Dal canto suo, Taiwan, ufficialmente la Repubblica di Cina, si considera uno Stato sovrano con un proprio governo democraticamente eletto. Il presidente taiwanese Lai Ching-te ha ribadito che solo il popolo di Taiwan può decidere il proprio futuro, respingendo le pretese di Pechino sulla sovranità dell'isola.
Le esercitazioni militari cinesi
Negli ultimi anni, la Cina ha intensificato le esercitazioni militari intorno a Taiwan, aumentando la pressione sull'isola. Ad esempio, nel 2022, l'Esercito Popolare di Liberazione ha condotto manovre su larga scala attorno a Taiwan in risposta alla visita dell'allora presidente della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, Nancy Pelosi, a Taipei.
Il ruolo degli Stati Uniti
Gli Stati Uniti, pur non avendo relazioni diplomatiche formali con Taiwan, sono il principale fornitore di armi dell'isola e mantengono una politica di "ambiguità strategica" riguardo a un'eventuale difesa di Taiwan in caso di attacco cinese. Washington ha ripetutamente esortato Pechino a cessare le attività militari intorno a Taiwan e a risolvere le differenze attraverso mezzi pacifici.
Le prospettive per il futuro
La questione di Taiwan rimane una delle più delicate nel panorama geopolitico internazionale. Mentre la Cina ribadisce la sua determinazione a perseguire la riunificazione, Taiwan insiste sulla propria autonomia e sul diritto all'autodeterminazione. La comunità internazionale osserva con attenzione l'evolversi della situazione, consapevole che un'escalation delle tensioni potrebbe avere ripercussioni globali.

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