Bper conquista l’80,7% di Banca Popolare di Sondrio: completata l’OPAS e pronto l’avvio della fusione
- piscitellidaniel
- 25 lug
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Bper Banca ha ufficialmente portato a termine l’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (OPAS) volontaria totalitaria su Banca Popolare di Sondrio, raggiungendo un’adesione dell’80,7% del capitale sociale dell’istituto valtellinese. Il risultato, superiore alla soglia minima del 50% necessaria per il buon esito dell’operazione, apre la strada a una delle operazioni di consolidamento bancario più rilevanti degli ultimi anni nel panorama italiano. L’operazione era stata avviata a fine giugno e si è chiusa con successo alla fine del periodo di riapertura dei termini, tra il 21 e il 25 luglio.
Con questo risultato, Bper acquisisce il controllo di diritto di Banca Popolare di Sondrio, pur non avendo raggiunto il 90% del capitale, soglia necessaria per la revoca della quotazione in Borsa. Tuttavia, l’obiettivo più immediato e strategico è ora la fusione per incorporazione dell’istituto valtellinese all’interno del gruppo Bper. Grazie alla quota acquisita, superiore ai due terzi del capitale, Bper potrà convocare un’assemblea straordinaria e approvare la fusione senza ostacoli, secondo quanto previsto dallo statuto e dalla normativa vigente.
L’offerta prevedeva, per ogni azione di Banca Popolare di Sondrio, uno scambio con 1,45 azioni Bper di nuova emissione e un corrispettivo in denaro pari a 1 euro. Questo mix di azioni e cash si è rivelato determinante per attrarre gli azionisti di Sondrio e incentivare l’adesione all’operazione. La valutazione implicita dell’offerta è stata considerata congrua anche da analisti di mercato, che hanno sottolineato la convenienza per gli investitori, in particolare alla luce delle sinergie previste post-fusione.
Dal punto di vista strategico, l’operazione consente a Bper di rafforzarsi significativamente nel Nord Italia, completando una rete commerciale che, dopo l’acquisizione di rami di Ubi Banca e il progressivo consolidamento post-Carige, mira a creare un polo bancario nazionale di primaria rilevanza. Con l’ingresso di Popolare di Sondrio, il gruppo supererà i 180 miliardi di euro di attivi, posizionandosi tra i principali operatori del settore in Italia, subito dopo Intesa Sanpaolo e UniCredit.
L’amministratore delegato di Bper, Piero Luigi Montani, ha espresso piena soddisfazione per l’esito dell’operazione, sottolineando la qualità del lavoro svolto e la fiducia ricevuta dagli azionisti della banca incorporanda. La Popolare di Sondrio, con i suoi oltre 140 anni di storia, una rete di circa 350 filiali e una forte presenza nel tessuto imprenditoriale lombardo e del Nord-Est, rappresenta un tassello di grande valore nell’architettura del nuovo gruppo bancario. L’aggregazione, secondo Montani, permetterà di unire due tradizioni di eccellenza, rafforzando la capacità di presidiare il credito alle imprese e il supporto alle famiglie in territori strategici per l’economia italiana.
Sul piano occupazionale, Bper ha rassicurato che l’operazione non comporterà esuberi immediati, ma verrà gestita attraverso un piano di integrazione graduale, con un approccio attento al capitale umano. Il processo di fusione, che richiederà l’approvazione delle autorità competenti e delle rispettive assemblee, dovrebbe completarsi entro la fine del 2025, con la piena integrazione operativa prevista per i primi mesi del 2026.
Gli analisti vedono con favore il progetto, ritenendolo coerente con le dinamiche del settore bancario europeo, sempre più orientato verso il consolidamento per migliorare efficienza, redditività e capacità competitiva. L’acquisizione di Popolare di Sondrio consente a Bper di guadagnare ulteriore massa critica in un contesto di pressioni regolatorie, aumento dei costi tecnologici e margini di intermediazione sempre più compressi.
La fusione permetterà inoltre una razionalizzazione delle strutture operative, l’integrazione dei sistemi informatici e il rafforzamento del presidio territoriale in aree ad alta densità economica. Anche sul fronte del credito, il nuovo gruppo potrà contare su una maggiore diversificazione del portafoglio e su economie di scala rilevanti, in particolare nell’ambito della gestione degli Npl, dell’accesso al mercato dei capitali e della digitalizzazione dei servizi bancari.
In Borsa, la notizia della chiusura positiva dell’OPAS ha avuto un effetto immediato: le azioni Bper hanno mostrato una buona tenuta, mentre i titoli Popolare di Sondrio si sono allineati ai valori impliciti dell’offerta, confermando la bontà dell’operazione agli occhi degli investitori. Anche le agenzie di rating guardano con interesse all’evoluzione del gruppo, che potrebbe beneficiare di una revisione al rialzo della propria posizione creditizia una volta completato il processo di integrazione.
Nel medio periodo, le sfide non mancano: l’armonizzazione delle due culture aziendali, la gestione dei clienti su scala allargata e l’effettivo raggiungimento delle sinergie promesse saranno i veri banchi di prova del successo dell’operazione. Ma le basi poste da questa aggregazione sono considerate solide, e l’ingresso di Popolare di Sondrio rappresenta il completamento di una strategia che Bper porta avanti con coerenza sin dall’avvio della sua trasformazione da banca regionale a player nazionale.

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