Borse europee in rialzo dopo l’accordo su Gaza, ma Milano resta debole: le banche zavorrano Piazza Affari
- piscitellidaniel
- 9 ott
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Le principali Borse europee hanno aperto la giornata di mercoledì con un andamento positivo, spinte dall’ottimismo generato dall’annuncio di un accordo preliminare tra Israele e Hamas che ha contribuito a ridurre la tensione sui mercati internazionali. Tuttavia, Milano si è mossa in controtendenza, mostrando una performance più debole rispetto alle altre piazze continentali, penalizzata dal calo dei titoli bancari. L’indice Ftse Mib ha oscillato intorno alla parità per gran parte della seduta, faticando a mantenere il passo di Parigi, Francoforte e Madrid, che hanno registrato progressi superiori allo 0,6%.
L’accordo su Gaza, che prevede la prima fase di un cessate il fuoco e l’avvio di un piano umanitario nella Striscia, ha ridato fiducia agli investitori, allontanando almeno temporaneamente il rischio di un’escalation militare che avrebbe potuto destabilizzare i mercati energetici e aumentare la volatilità globale. I listini europei hanno reagito positivamente anche alla chiusura in rialzo di Wall Street, dove il Dow Jones e l’S&P 500 hanno consolidato i guadagni grazie ai dati macroeconomici statunitensi che mostrano un raffreddamento dell’inflazione e alimentano le aspettative di una possibile riduzione dei tassi da parte della Federal Reserve nei prossimi mesi.
A Milano, però, l’ottimismo non è bastato. Le vendite hanno colpito in particolare il comparto bancario, da settimane sotto pressione per le incertezze legate alle future decisioni della Banca Centrale Europea in materia di politica monetaria. Intesa Sanpaolo e Unicredit hanno ceduto terreno dopo la recente corsa dei titoli, mentre Mps e Banco Bpm hanno registrato cali più contenuti. Gli operatori continuano a monitorare gli effetti del rallentamento dell’economia europea sulla redditività del credito e sulle prospettive di bilancio del settore finanziario, che resta comunque tra i più solidi dell’area euro.
Nel complesso, la seduta è stata caratterizzata da un clima di cautela. Gli investitori attendono nuovi dati sull’inflazione dell’Eurozona e, soprattutto, le prossime mosse della BCE. Dopo il ciclo di rialzi terminato la scorsa primavera, i mercati scommettono ora su una fase di stabilizzazione dei tassi, ma restano divisi sulle tempistiche di un eventuale taglio nel 2025. Le parole di Christine Lagarde, che nei giorni scorsi ha ribadito l’intenzione di mantenere un approccio prudente fino a quando l’inflazione non tornerà stabilmente vicino all’obiettivo del 2%, hanno raffreddato le aspettative di un allentamento immediato.
Anche il settore energetico ha vissuto una giornata altalenante. Il prezzo del petrolio Brent è sceso sotto i 78 dollari al barile, ai minimi delle ultime tre settimane, dopo la conferma del cessate il fuoco a Gaza e l’aumento delle scorte statunitensi. Le società petrolifere europee hanno risentito del calo delle quotazioni: Eni ha ceduto terreno, così come TotalEnergies e Shell, mentre Repsol ha contenuto le perdite grazie ai dati positivi sulle produzioni in Sud America. Il calo del prezzo del greggio ha invece favorito il comparto dei trasporti e quello industriale, che hanno mostrato un moderato recupero.
Sul fronte valutario, l’euro ha mantenuto una posizione di equilibrio rispetto al dollaro, scambiando intorno a 1,093 dopo i recenti rialzi. La moneta unica resta sostenuta dalle aspettative di una politica monetaria più accomodante negli Stati Uniti rispetto a quella europea. Il rendimento dei Btp decennali italiani è sceso sotto la soglia del 3,8%, con lo spread tra Btp e Bund tedeschi che si è attestato intorno ai 135 punti base, segnale di una maggiore stabilità percepita dal mercato sul debito sovrano italiano.
A livello settoriale, la giornata ha premiato i titoli tecnologici e quelli legati all’industria dei semiconduttori, beneficiati dalla ripresa della domanda globale di componenti elettronici. StMicroelectronics è risultata tra i migliori titoli del Ftse Mib, spinta anche dalle prospettive di nuovi investimenti europei nel settore dei chip. In rialzo anche Prysmian e Interpump, sostenute dalle aspettative di un incremento degli investimenti infrastrutturali e dai progetti legati alla transizione energetica.
Il comparto assicurativo ha offerto un contributo positivo, con Generali in progresso moderato grazie alla tenuta dei risultati trimestrali e al buon andamento del risparmio gestito. Bene anche Recordati e Diasorin nel settore farmaceutico, che si conferma tra i più resilienti in un contesto di volatilità contenuta.
Tra i listini europei, Francoforte ha guidato i rialzi grazie alla solidità del comparto automobilistico, favorito dal calo dei costi delle materie prime e da nuovi dati incoraggianti sulle immatricolazioni in Germania. Parigi ha beneficiato dell’ottimismo sul fronte energetico e della spinta di LVMH, in ripresa dopo la recente flessione legata al rallentamento del lusso in Asia. Londra, invece, ha registrato un progresso più moderato, sostenuta dalle società minerarie e dal rimbalzo della sterlina dopo settimane di debolezza.
Gli analisti ritengono che la giornata segni una tregua nei mercati finanziari dopo settimane di incertezza geopolitica e tensioni macroeconomiche. Tuttavia, il quadro resta fragile. L’accordo su Gaza ha avuto un impatto immediato sui mercati energetici e valutari, ma resta da verificare se la distensione politica potrà consolidarsi nel medio periodo. Le Borse guardano già alle prossime mosse delle banche centrali e ai nuovi dati sui prezzi al consumo, che forniranno indicazioni decisive sulla traiettoria dei tassi di interesse.
Milano, pur penalizzata dalla debolezza dei titoli bancari, mantiene una posizione di stabilità. Gli investitori restano cauti ma non si registra alcun segnale di tensione significativa. Il mercato italiano continua a beneficiare di fondamentali solidi e di una base industriale diversificata, in grado di reagire alle oscillazioni globali. In attesa dei prossimi indicatori economici, la seduta odierna conferma un clima di prudente ottimismo, con gli operatori pronti a cogliere eventuali segnali di consolidamento del rimbalzo dei mercati europei.

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