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Borse del 7 ottobre: Europa in difficoltà tra la crisi politica francese, lo shutdown Usa e Milano che chiude in lieve calo

L’odierna seduta sui mercati finanziari europei è stata segnata da un clima di forte prudenza e da un’insofferenza diffusa verso le incertezze geopolitiche e istituzionali. Le dimissioni del primo ministro francese Sebastien Lecornu hanno avuto un effetto destabilizzante, scuotendo la fiducia degli investitori in un momento già teso, mentre negli Stati Uniti il protrarsi dello shutdown del governo ha privato i mercati di elementi macro utili per orientarsi. In questo contesto, Piazza Affari ha tentato di reggere, ma alla fine ha chiuso in calo, risentendo del nervosismo diffuso e della maggiore avversione al rischio.


L’effetto immediato delle turbolenze francesi si è trasmesso all’intera area euro: la prospettiva di caduta di un governo guida nella zona centrale dell’Unione alimenta interrogativi sul percorso di riforme, sui rapporti con le istituzioni europee e sulla tenuta politica del continente. Simultaneamente, lo stallo amministrativo a Washington amplifica la debolezza: con attività federali ferme e dati economici in sospeso, gli operatori internazionali si trovano in difficoltà a massimizzare le proprie strategie tra attesa e cautela.


A Milano il Ftse Mib ha chiuso la giornata in territorio negativo, con una perdita contenuta ma significativa in uno scenario altrimenti incerto. Tra i titoli più osservati, quelli del settore bancario sono risultati deboli, risentendo dell’allargamento degli spread sovrani e del rischio che la crisi francese possa contagiare mercati obbligazionari e instabilità finanziaria europea. Anche le assicurazioni hanno visto una giornata nervosa. D’altra parte, alcuni titoli del risparmio gestito hanno provato ad attirare interesse, in virtù del loro profilo difensivo in fasi di turbolenza.


In parallelo, l’oro ha registrato un exploit senza precedenti: il metallo prezioso ha superato per la prima volta quota 4.000 dollari l’oncia, sostenuto dalla forte domanda come bene rifugio in una giornata di accresciuta incertezza. Questo rally riflette la fuga verso asset considerati “sicuri”, al riparo dalle oscillazioni dei mercati azionari.


Sul fronte dei rendimenti, i Btp italiani hanno visto un rialzo del tasso decennale, che si è riportato attorno al 3,54 %, mentre il Bund tedesco ha segnato un +0,1 punti. In Francia, invece, il rendimento è salito con forza, contribuendo all’aumento dello spread con l’Italia. Il disallineamento tra i rendimenti sovrani evidenzia quanto sia pesante lo spettro della crisi politica sui mercati di debito.


In tutta l’Europa, le borse hanno chiuso in modo misto o lievemente negativo. Madrid, Amsterdam, Francoforte e Londra hanno registrato perdite che oscillano tra il -0,2% e lo -0,6%. Parigi e altre piazze, più vulnerabili agli sviluppi locali francesi, hanno sofferto maggiormente. Il panorama del giorno riflette l’intreccio critico tra rischio politico, assenza di spinta macro positiva e la ricerca di asset meno esposti.


Dal lato macro, l’attenzione degli operatori si è concentrata anche sui dati dell’industria tedesca, che ad agosto ha mostrato una flessione degli ordini dello 0,8 % rispetto alle attese di crescita. Questo segno negativo fa da sintomo alle difficoltà del ciclo produttivo in Germania, che oggi appare sotto pressione per le tensioni globali, i costi dell’energia e le sfide competitive internazionali.


Il bilancio della giornata lascia sul terreno due chiavi interpretative: da un lato, la fragilità dei mercati azionari deve fare i conti con il rischio politico e le tensioni sovranazionali; dall’altro, la domanda di safe haven come l’oro rivela quanto gli investitori siano pronti a spostare la propria allocazione in momenti di stress. Gli sviluppi nelle prossime ore — in particolare le mosse politiche francesi, l’evoluzione dello shutdown Usa e gli interventi delle banche centrali — saranno centrali per dare forma al prossimo orizzonte dei mercati.

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