Auto elettrica, pronta la piattaforma per i nuovi incentivi: contributi a fondo perduto per acquisti e rottamazioni, focus su famiglie e imprese
- piscitellidaniel
- 19 set
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Dal 23 settembre sarà attiva la piattaforma dedicata alla gestione dei nuovi incentivi per l’acquisto di auto elettriche e a basse emissioni, un passo atteso da migliaia di famiglie e imprese che guardano con interesse alle opportunità offerte dal piano governativo. Si tratta di un sistema digitale pensato per rendere più rapida e trasparente la procedura di accesso ai contributi a fondo perduto, con un meccanismo che coinvolgerà direttamente i concessionari e che punta a favorire il rinnovo del parco auto circolante in Italia.
Il programma prevede una serie di misure diversificate a seconda della tipologia di veicolo acquistato e delle condizioni del richiedente. L’obiettivo è ridurre l’impatto ambientale del settore dei trasporti, favorendo la sostituzione delle vetture più inquinanti con modelli a zero o basse emissioni, e allo stesso tempo sostenere la filiera automotive nazionale in una fase di grande trasformazione. I fondi disponibili ammontano a circa 950 milioni di euro, ripartiti tra veicoli elettrici, ibridi plug-in e auto tradizionali Euro 6 con basse emissioni, a patto che l’acquisto sia accompagnato dalla rottamazione di un vecchio mezzo.
Il contributo massimo è destinato a chi sceglie un’auto elettrica pura: fino a 13.750 euro in caso di rottamazione di un veicolo fino a Euro 2, mentre senza rottamazione l’incentivo si riduce ma resta comunque consistente. Per le ibride plug-in il sostegno può arrivare a 10.000 euro, mentre per i modelli termici a basse emissioni il contributo varia in base alla fascia di CO₂ e alla presenza o meno di rottamazione. Una parte importante del programma è riservata alle famiglie con Isee inferiore ai 30.000 euro, che potranno accedere a incentivi più elevati, così da favorire l’inclusione sociale nella transizione ecologica.
La piattaforma, gestita da Invitalia su incarico del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, funzionerà come un canale unico attraverso il quale i concessionari potranno prenotare i contributi per conto dei clienti. Una volta acquistato il veicolo e completata la rottamazione, la richiesta verrà validata e il contributo scalato direttamente sul prezzo finale, riducendo l’esborso immediato per l’acquirente. Questo sistema punta a semplificare la procedura e a ridurre i tempi di attesa, evitando ritardi che in passato avevano rallentato l’efficacia degli incentivi.
Gli incentivi non si limitano alle auto private. Una quota dei fondi è destinata anche ai veicoli commerciali leggeri, con contributi che vanno da 4.000 a 18.000 euro a seconda della tipologia di alimentazione e della massa del mezzo. In questo modo si intende sostenere le imprese, in particolare le piccole e medie aziende, nel processo di rinnovamento delle flotte. Una scelta che risponde all’esigenza di ridurre le emissioni non solo nel trasporto privato, ma anche in quello legato alla logistica urbana e alla distribuzione delle merci.
Il lancio della piattaforma arriva in un momento cruciale per il mercato automobilistico. Le vendite di auto elettriche in Italia restano inferiori rispetto alla media europea, penalizzate da prezzi ancora elevati, da una rete di ricarica non capillare e da una percezione diffusa di scarsa convenienza. Gli incentivi a fondo perduto rappresentano quindi una leva fondamentale per stimolare la domanda e avvicinare i consumatori a tecnologie che faticano a imporsi senza un sostegno pubblico significativo.
Non mancano, tuttavia, i punti critici. Le associazioni ambientaliste hanno accolto positivamente l’avvio della piattaforma, ma chiedono che il piano incentivi sia accompagnato da una politica più decisa sulla realizzazione delle infrastrutture di ricarica, ancora troppo disomogenee sul territorio nazionale. Senza colonnine diffuse e affidabili, sottolineano, il rischio è che gli acquisti restino limitati e che i benefici ambientali si riducano. Anche il settore automobilistico chiede stabilità: in passato la discontinuità dei fondi ha generato incertezza, frenando gli investimenti delle aziende e la programmazione degli acquisti da parte dei cittadini.
Dal lato politico, il governo rivendica l’iniziativa come una misura concreta per accelerare la transizione ecologica, ma anche come un sostegno all’industria nazionale. Le risorse destinate agli incentivi fanno parte del più ampio piano di politiche industriali e climatiche, che punta a rafforzare la competitività italiana e a ridurre le emissioni in linea con gli obiettivi fissati dall’Unione europea. L’esecutivo sottolinea inoltre l’importanza di accompagnare le famiglie a reddito più basso, così da evitare che la transizione energetica diventi un fattore di disuguaglianza sociale.
Con l’apertura della piattaforma, gli operatori si preparano a un’ondata di richieste già nelle prime ore, come avvenuto nelle precedenti edizioni degli incentivi. La rapidità con cui i fondi saranno esauriti dipenderà dalla risposta dei consumatori e dalla capacità dei concessionari di gestire le pratiche. Quel che è certo è che l’attivazione del sistema rappresenta un banco di prova cruciale per valutare l’efficacia del piano e per misurare quanto gli incentivi possano incidere concretamente sul rinnovo del parco auto italiano, uno dei più vecchi d’Europa.
Il nuovo schema di incentivi si colloca dunque al crocevia tra politiche ambientali, industriali e sociali. Da un lato, offre un sostegno economico immediato a famiglie e imprese che vogliono cambiare veicolo; dall’altro, si inserisce in una strategia di lungo periodo che mira a ridurre le emissioni e ad avvicinare l’Italia agli standard europei di sostenibilità. La sfida sarà mantenere la coerenza e la stabilità del sistema nel tempo, evitando che le risorse diventino un fattore di incertezza e garantendo che la transizione ecologica sia davvero un’opportunità condivisa.

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