Addio ai limiti sui liquidi nel bagaglio a mano: parte in Italia la rivoluzione con i nuovi scanner di sicurezza
- piscitellidaniel
- 25 lug
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Dal 25 luglio 2025, in alcuni aeroporti italiani è ufficialmente in vigore una vera rivoluzione nei controlli di sicurezza: decade il limite dei 100 millilitri per i liquidi trasportabili nel bagaglio a mano. Grazie all’introduzione di una nuova generazione di scanner a tomografia computerizzata, l’Italia è tra i primi paesi europei ad attuare concretamente la deroga alle regole introdotte nel 2006, in seguito ai noti piani terroristici scoperti a Londra. La novità non riguarda però tutti gli scali: solo quelli dotati delle tecnologie di ultima generazione potranno consentire ai passeggeri di portare con sé liquidi, gel e aerosol in quantità maggiori e senza doverli estrarre dai bagagli.
L’autorizzazione arriva dalla Conferenza europea per l’aviazione civile (Ecac), che dopo una fase di test e verifiche tecniche ha dato il via libera definitivo all’adozione dei nuovi protocolli di controllo. L’ente europeo ha accertato che i sistemi di scanner CT, tra cui il modello Hi-Scan 6040 CTiX, sono in grado di rilevare con altissima precisione la presenza di materiali esplosivi liquidi, permettendo così di superare la restrizione che da quasi vent’anni ha costretto milioni di viaggiatori a viaggiare con bottigliette monodose e sacchetti trasparenti da un litro.
A beneficiare per primi del cambiamento sono gli aeroporti di Milano Malpensa, Milano Linate, Roma Fiumicino, Torino Caselle, Bergamo Orio al Serio, Bologna e Catania. In questi scali, i viaggiatori potranno imbarcare nel proprio bagaglio a mano contenitori con liquidi fino a un massimo di due litri complessivi, senza l’obbligo di separazione o inserimento in sacchetti trasparenti. Non sarà più necessario esporre shampoo, profumi, dentifrici o bottiglie acquistate prima del controllo di sicurezza. Una semplificazione che avrà un impatto significativo sull’esperienza in aeroporto, riducendo i tempi di attesa ai controlli e diminuendo lo stress da preparazione dei bagagli.
Il cambiamento arriva dopo un periodo di incertezza normativa. Infatti, già nel 2023 alcuni aeroporti italiani avevano avviato una fase sperimentale di eliminazione dei limiti, ma un aggiornamento normativo del settembre 2024 aveva momentaneamente ripristinato il limite dei 100 ml anche negli scali con scanner di nuova generazione. Questo stop era stato deciso a seguito di problemi rilevati nei sistemi di rilevamento, in particolare nella capacità dei software di distinguere in modo affidabile le sostanze pericolose da quelle innocue. Dopo mesi di aggiornamenti tecnici e un ciclo di test condotti sotto il coordinamento dell’Ecac, la nuova autorizzazione consente agli aeroporti idonei di applicare da subito le nuove regole.
Dal punto di vista tecnologico, gli scanner CT utilizzano un principio simile a quello della tomografia assiale computerizzata (TAC) in ambito medico. Gli oggetti presenti nei bagagli vengono “letti” tridimensionalmente, offrendo una visione completa dei contenuti e permettendo di isolare e analizzare con precisione ogni elemento. Questo consente agli operatori di sicurezza di individuare eventuali minacce senza dover chiedere l’estrazione manuale di liquidi o dispositivi elettronici. Le immagini sono più dettagliate rispetto ai tradizionali scanner a raggi X bidimensionali e permettono un’interpretazione più rapida e accurata, aumentando l’efficienza del controllo.
Non tutti gli aeroporti italiani sono ancora pronti a implementare la nuova normativa. Molti scali di piccole e medie dimensioni non dispongono ancora degli scanner di ultima generazione e, di conseguenza, continueranno ad applicare le regole precedenti. Questo comporta che i passeggeri in partenza da scali non aggiornati dovranno ancora limitare i liquidi a 100 ml per contenitore, con un massimo complessivo di un litro, e riporli in sacchetti trasparenti richiudibili. Le autorità raccomandano ai viaggiatori di verificare in anticipo le regole applicate nello scalo di partenza per evitare problemi ai controlli.
Un altro elemento di attenzione riguarda i voli in coincidenza. Un passeggero che parte da un aeroporto dotato di scanner CT e si imbarca con flaconi superiori ai 100 ml, ma effettua uno scalo in un paese che non ha ancora aggiornato le proprie procedure, rischia di vedersi sequestrare i liquidi durante il secondo controllo. Per questo, le compagnie aeree e gli scali hanno avviato una campagna di informazione per spiegare ai passeggeri le differenze normative tra un aeroporto e l’altro, suggerendo cautela nei casi di itinerari complessi.
L’introduzione della nuova regolamentazione rappresenta anche una risposta concreta alle richieste dei passeggeri e delle associazioni di categoria che da anni chiedevano un allentamento di regole considerate ormai anacronistiche, complicate e spesso inefficaci. Secondo i dati raccolti da Enac e Iata, ogni anno milioni di flaconi vengono confiscati ai controlli, con una dispersione enorme di materiali, costi ambientali legati allo smaltimento e una frustrazione crescente tra i viaggiatori. La nuova direttiva consente finalmente di recuperare una parte della libertà di movimento perduta, migliorando al contempo i livelli di sicurezza.
Per le autorità aeroportuali, il nuovo scenario rappresenta anche una sfida in termini organizzativi. La gestione dei flussi ai varchi dovrà essere ottimizzata per sfruttare al massimo i benefici della nuova tecnologia, evitando che l’eliminazione dei controlli manuali si traduca in rallentamenti altrove. Alcuni aeroporti, come quelli del sistema Sea a Milano, hanno già avviato una riorganizzazione logistica dei varchi, con l’introduzione di corsie più veloci per i viaggiatori già informati sulle nuove regole, e personale addestrato a dare assistenza in tempo reale.
Infine, la misura avrà ricadute anche sul settore del commercio aeroportuale. La possibilità di trasportare liquidi acquistati prima dei controlli potrebbe avere un impatto sul business del duty free, spingendo i viaggiatori a effettuare i propri acquisti fuori dall’area sterile. Allo stesso tempo, la maggiore libertà di imbarco di prodotti liquidi potrebbe incentivare l’acquisto di articoli di fascia alta come vini, cosmetici o profumi, offrendo nuove opportunità agli operatori.

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